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Visualizzazione dei post da marzo 4, 2012

Pillole di grammatica

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Le donne nella poesia!

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DONNE
Pascoli Myricae Dolcezze CON GLI ANGIOLI Erano in fiore i lilla e l'ulivelle; ella cuciva l'abito di sposa: né l'aria ancora aprìa bocci di stelle, né s'era chiusa foglia di mimosa; quand'ella rise; rise, o rondinelle nere, improvvisa: ma con chi? di cosa? rise, così, con gli angioli; con quelle nuvole d'oro, nuvole di rosa.
UMBERTO SABA DONNA Donna Quand'eri giovinetta pungevi come una mora di macchia. Anche il piede t'era un'arma, o selvaggia.
Eri difficile a prendere. Ancora giovane, ancora sei bella. I segni degli anni, quelli del dolore, legano l'anime nostre, una ne fanno. E dietro i capelli nerissimi che avvolgo alle mie dita, più non temo il piccolo bianco puntuto orecchio demoniaco.
ALDA MERINI A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso             sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore che però grida ancora vendetta e solta…

Il pensierino della sera

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Baby lingua- Il superluogo

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Superluògo Il superluogo è un luogo pubblico polifunzionale, di notevoli dimensioni (grande centro commerciale, aeroporto, outlet, fiera, grattacielo ecc.), che risalta in modo rilevante in un determinato territorio.
“La tesi fondamentale è che siamo di fronte a una nuova Italia, quella dei «superluoghi», ovvero di nuove urbanità create intorno a fiere e centri commerciali che, per ora, non sono in grado di creare nuove socialità e integrarsi con le città storiche. Il meccanismo di sviluppo territoriale che viene delineato dal Rapporto è questo: una campagna sempre più urbanizzata, anche a partire dai paesi ex agricoli, e nuove urbanità che si sviluppano, come nel Medioevo, intorno a vie e luoghi di scambio….superluoghi, «università, fiere, aeroporti, centri logistici, parchi tecnologici, incubatori aziendali, centri ospedalieri, laboratori di ricerca e piattaforme commerciali che nascono come agenti funzionali autonomi e diventano portatori, a volte intenzionali, di territorialità con…

I proverbi della sarta

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L'abito non fa il monaco.  Proverbio, particolarmente vivo e diffuso, ripetuto per ricordare che l'apparenza molte volte non corrisponde alla realtà; perciò bisogna essere cauti nel giudicare gli altri.  Per quanto uno assuma atteggiamenti che tendono a nascondere la sua vera personalità, fingendo di essere ciò che non è, inevitabilmente col tempo, viene scoperto nella sua vera natura.  
Vi sono molte varianti da “Il velo non fa la monaca” a “La veste non fa il dottore”, che traduce il latino “In vestimentis non est sapientia mentis”.
L’ abito non fa il monaco e la tonsura non fa il prete.  Proverbio calabrese “L’abitu non faci u monacu e a chirica non faci u previti”.
L’ abito fa il monaco. E’ invece il contrario del primo proverbio. In questo caso si intende che un abito può indicare lo status della persona facendole acquistare dignità e prestigio, o svelando la sua vera personalità. Un significato simile ha “I panni rifanno le stanghe”.

Filastrocche

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Il cielo è di tutti Gianni Rodari Qualcuno che la sa lunga mi spieghi questo mistero: il cielo è di tutti gli occhi, di ogni occhio è il cielo intero. E' mio, quando lo guardo. E' del vecchio e del bambino, dei romantici e dei poeti, del re e dello spazzino. Il cielo è di tutti gli occhi, e ogni occhio, se vuole, si prende la Luna intera, le stelle comete, il sole. Ogni occhio si prende ogni cosa e non manca mai niente: chi guarda il cielo per ultimo non lo trova meno splendente. Spiegatemi voi dunque, in prosa o in versetti, perchè il cielo è uno solo e la Terra è tutta a pezzetti.

Italiano frasi fatte

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A naso Istintivamente, pur senza prove, basandosi su una sensazione. “A naso sarà una catastrofe”!

Scioglietevi la lingua

Pensa a chi ti pensa, non pensare a chi non ti pensa, perché se pensi a chi non ti pensa, chi ti pensa smetterà presto di pensarti.

Il proverbio del giorno

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Io rinascerò cervo a primavera

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Riccardo Cocciante Cervo a primavera Io rinascerò cervo a primavera oppure diverrò gabbiano da scogliera senza più niente da scordare senza domande più da fare con uno spazio da occupare e io rinascerò amico che mi sai capire e mi trasformerò in qualcuno che non può più fallire una pernice di montagna che vola eppur non sogna in una foglia o una castagna e io rinascerò amico caro amico mio e mi ritroverò con penne e piume senza io senza paura di cadere intento solo a volteggiare come un eterno migratore... Senza paura di cadere intento solo a volteggiare come un eterno migratore e io rinascerò senza complessi e frustrazioni amico mio ascolterò le sinfonie delle stagioni con un mio ruolo definito così felice d'esser nato fra cielo terra e l'infinito ah... e io rinascerò senza complessi e frustrazioni amico mio ascolterò le sinfonie delle stagioni con un mio ruolo definito così felice d'esser nato fra cielo terra e l'infinito ah... e io rinascerò io rinascerò na na na na na

Italiano modi di dire

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Cerbiatto Si tratta di un mammifero ruminante dell'ordine degli Artiodattili con corna ramose e caduche, la sua classificazione scientifica è Cervus elaphus. Il cerbiatto è un giovane cervo, il più famoso è sicuramente il piccolo Bambi del cartone animato di Walt Disney.
Fare occhi da cerbiatto=fare lo sguardo dolce, quasi implorante.
Cervo Il cervo è un cerbiatto diventato adulto, si caratterizza per il suo portamento nobile e per le sue corna, grandi e ramificate.
francese: cerf inglese: cerf, deer tedesco: Hirsch spagnolo: ciervo olandese: edelhert occitanico: cèrvi



Chi è asino e cervo esser si crede, al saltar della fossa se n’avvede (proverbio) O servi come servo, o fuggi come cervo (proverbio) Essere cervo= essere cornuto. In italiano cornuto si dice ad una persona tradita dal compagno o dalla compagna.

La Bohème

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La seconda puntata della Bohème di Puccini


Benoît (di fuori) Si può?
Marcello Chi è là?
Benoît Benoît!
Marcello Il padrone di casa! (Depongono i bicchieri.)
Schaunard Uscio sul muso.
Colline (Grida:) Non c'è nessuno.
Schaunard È chiuso.
Benoît Una parola.
Schaunard (Dopo essersi consultato cogli altri, va ad aprire.) Sola!
Benoît (Entra sorridente: vede Marcello e mostrandogli una carta dice:) Affitto !
Marcello (ricevendolo con grande cordialità) Olà ! Date una sedia.
Rodolfo Presto.
Benoît (schermendosi) Non occorre. Vorrei...
Schaunard (Insistendo con dolce violenza, lo fa sedere.) Segga.
Marcello Vuol bere? (Gli versa del vino).
Benoît Grazie.
Rodolfo e Colline Tocchiamo. (Tutti bevono. Benoît, Rodolfo, Marcello e Schaunard seduti, Colline in piedi. Benoît depone il bicchiere e si rivolge a Marcello mostrandogli la carta.)
Benoît Questo è l'ultimo trimestre .
Marcello (con ingenuità) Ne ho piacere.
Benoît E quindi...
Schaunard (interrompendolo) Ancora un sorso. (riempie i bicchieri.)
Benoît Gra…