Le supertizioni degli italiani!


La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale.
La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcune frasi o gesti attirerebbero o allontanerebbero la fortuna o la sfortuna.
Un  esempio è l'idea che dicendo qualcosa, questa non accadrà, o potrebbe accadere il contrario di ciò che si è detto.
Per questo motivo ad esempio, in Italia, si augura solitamente il contrario di ciò che si desidera che avvenga. Per esempio, a un cacciatore non si dirà "Buona caccia", ma "In bocca al lupo" parola entrata anche nel linguaggio comune e utilizzato per augurare "buona fortuna" .
Nonostante la cultura moderna condanni a parole la superstizione, molte credenze di questo genere sono estremamente diffuse anche nella società occidentale e persino favorite dai media, pensate ad esempio, dell'astrologia dell'oroscopo, una pratica divinatoria, ai cartomanti che predicono il futuro leggendo le carte, o ai tanti maghi che girano per le televisioni regionali italiane.

Ecco a voi il Divino Otelma (per favore NON fate come lui!!!!):





L’ARCOBALENO
Tutte le volte che ne vedete uno, esprimete un desiderio: si avvererà certamente. Se poi vi riesce di trovare anche l’inizio dell’arcobaleno iniziate a scavare e ci troverete un pentolone pieno di monete d’oro.

IL CAPPELLO
Porta male posarlo sul letto.


In passato, il medico che faceva visita a un malato o il sacerdote che  si recava al capezzale di un moribondo, posavano  il cappello sul letto.

LE STELLE
Vederne cadere una è di buon auspicio, esprimete un desiderio!

L’OMBRELLO
È presagio di sventura aprirlo in casa.
Evoca il tetto rotto, o peggio la mancanza di un tetto: un sintomo di miseria che un tempo non era raro a verificarsi.

IL SALE
Anticamente era simbolo di amicizia, tanto è vero che si poneva una coppa di sale davanti ai commensali.
Un giorno, sembra che un invitato abbia inavvertitamente fatto cadere la coppa sul tavolo, suscitando l'ira del padrone di casa il quale, sguainata la spada, uccise il poveretto.
Pare che questo episodio abbia fatto nascere il detto che versare il sale porti sfortuna.
Se viene rovesciato sulla tavola prendetene un po' e lanciatelo dietro la spalla sinistra.

LA SCALA
Porta sventura passare sotto una scala perché, formando un triangolo, è simbolo della Trinità e passarci sotto è una grave mancanza di rispetto
- Se una nubile passa sotto una scala aperta o appoggiata al muro non si sposerà.
- Se inciampa, invece sui gradini di una scala, convolerà presto a nozze.
- Se s’inciampa scendendo, è presagio di perdita di denaro.

ESSERE IN TREDICI A TAVOLA
Porta sfortuna.
Il tredici a tavola porterebbe male perché nell'ultima cena il tredicesimo era Cristo che finì crocifisso.

RIFARE IL LETTO IN TRE
È di cattivo augurio
Per rifare un letto bastano due persone, lo si fa in tre quando nel letto c'è un ammalato o un morto.

IL FERRO DI CAVALLO
È di buono augurio.
Si usava attaccare un ferro di cavallo sull’uscio di casa per proteggere dal malocchio la famiglia che vi abitava .

IL GATTO NERO CHE ATTRAVERSA LA STRADA (in particolare di Venerdì 17)
È  foriero di disgrazie
Adorato dagli Egiziani, nel Medioevo il gatto  cadde in disgrazia  e in particolare  quello nero,  ritenuto il compagno prediletto delle streghe, era  addirittura creduto l'incarnazione del demonio; l’associazione nasce dal colore funesto, ma anche dalla natura solitaria e graffiante del felino.

LO SPECCHIO ROTTO
Annuncia sette anni di disgrazia
Considerato, nella credulità popolare, uno strumento quasi magico, si temeva che rompendosi si sarebbero frantumate anche tutte le immagini che era solito riflettere.

LA MAGLIA INDOSSATA AL ROVESCIO
Se qualcuno indossa per errore una maglia al rovescio si ritiene che presto sarà invitato a pranzo o cena. In generale indossare indumenti al rovescio (per sbaglio) porta fortuna.

IL QUADRIFOGLIO
Il quadrifoglio è ritenuto un portafortuna e il trovarlo è un segno di buon auspicio.
Questa credenza è molto probabilmente dovuta al fatto che il trovare un quadrifoglio, rara anomalia del trifoglio bianco, sia un evento piuttosto inconsueto.

QUANDO DUE PERSONE DICONO LA STESSA PAROLA NELLO STESSO MOMENTO
Se due persone dicono simultaneamente la stessa parola, devono toccarsi successivamente il naso, un orecchio e nuovamente il naso,  altrimenti non si sposano più.

QUANDO TI FISCHIA UN ORECCHIO
Un’antica credenza vuole che se qualcuno parla di una persona assente, questa si sentirebbe fischiare le orecchie. Si può addirittura stabilire se, se ne parla bene o male a seconda che l’orecchio interessato sia il sinistro o il destro.

AVERE LE VOGLIE
Quando una donna incinta desidera qualche cibo e non riesce ad assecondare  questo suo desiderio, se poggia una mano in una parte qualsiasi del suo corpo nello stesso punto del corpo del nascituro si formerà una macchia sulla pelle che per forma e colore ricorderà il cibo desiderato.

OGGETTI CHE PORTANO FORTUNA
Le coccinelle, i cornetti rossi, il ferro di cavallo e il quadrifoglio sono oggetti porta fortuna.



GESTI CHE PORTANO FORTUNA
Grattarsi i genitali (grattarsi le palle), fare le corna e incrociare le dite, nonché toccare un cornetto rosso o un ferro di cavallo.


SUPERSTIZIONI IN GIRO PER L’ITALIA
* Se siete a Firenze vicino al Ponte Vecchio, troverete la fontana del Porcellino, toccarne il grugno porta fortuna.
* Se siete a Roma, in Vaticano trovate la statua di bronzo di San Pietro, toccarne il piede porta fortuna.
* Se siete a Verona, alla Casa di Giulietta e Romeo troverete la statua dell’eroina di Shakespeare, toccarne il seno destro porta fortuna.
*A Milano in Galleria troverete il simbolo della città di Torino, fare tre giri su un piede sulle palle del toro porta fortuna


OCCHIO MALOCCHIO PREZZEMOLO E FINOCCHIO

*Se una candela si spegne durante una cerimonia vuol dire che ci sono spiriti maligni nelle vicinanze
* Il suono dei campanelli caccia via i demoni.
* Spegnere con un soffio tutte le candeline della torta di compleanno fa avverare un desiderio.
* Un gatto nero che vi attraversa la strada porta sfortuna, soprattutto di venerdì
* Se cade una forchetta vuol dire visite inaspettate.
* L'edera che si arrampica su una casa la protegge dal male.
* Versare il pepe porta litigi con il vostro migliore amico
* Chi lascia dondolare una sedia a dondolo vuota invita i demoni a sedersi.
* Lasciare le scarpe capovolte porta sfortuna.
* Quando muore qualcuno bisogna aprire le finestre per far uscire l'anima.
* Se la fede nuziale viene persa, per evitare che l'infelicità piombi sulla coppia, va riacquistata immediatamente un'altra vera che dovrà essere infilata all'anulare dal partner, come durante il rito nuziale.
* Un capello sulla spalla preannuncia l'arrivo di una lettera.
* Mangiare lenticchie o uva, la notte di San Silvestro, vuole dire propiziarsi certamente la fortuna economica durante l'anno.
* Porta sfortuna tenere il cucchiaio con la mano sinistra.
* Se le forbici cadono a terra, prima di raccoglierle, posatevi il piede sopra per annullare il cattivo presagio.
* Le forbici portano invece buono se tenute appese al muro.
* Se il gallo canta prima di mezzanotte preannuncia cattivo tempo.
* Scarpe, posate o altri oggetti messi a forma di croce portano sfortuna, perché, in epoca medioevale, erano considerate un'offesa alla Croce di Cristo.
* Porta male scendere dal letto dalla parte sinistra, in quanto ritenuta la parte di Satana.
* Un neonato non va mai baciato sul collo, altrimenti perde il sonno.
* Le nubili, la notte dell'Epifania, devono lanciare le scarpe verso l'uscio di casa: se le punte sono rivolte verso l'uscio, si sposeranno entro l'anno.
* Versare olio è segno di malaugurio. Tanti secoli fa olio e sale erano materiale prezioso, e quindi rovesciarli e perderne era un danno economico e una perdita.
* Il pane posto a rovescio sulla tavola, porta carestia.
* Se vi cade di mano un pettine mentre vi state pettinando, qualcuno che vi vuole bene vi sta pensando.
* Porta fortuna camminare sotto la pioggia. Un vecchio proverbio dice: "Sposa bagnata, sposa fortunata".
* E' di malaugurio un quadro che cade.
* Vedere un ragno di sera è segno di bel tempo.
* E' segno infausto spazzare il pavimento prima dell'alba e dopo il tramonto.
* Trovare una moneta porta fortuna.
* Anche trovare un chiodo porta fortuna, per un anno intero!
* Sono di felice augurio i soldi bucati.
* Porta bene conservare 2 centesimi di euro nel portafogli (anche le superstizioni si adattano all'euro).
* Se ricevete in regalo una spilla, un temperino o qualsiasi oggetto appuntito, pungete con essi il vostro donatore, oppure regalategli una simbolica monetina. Se non lo fate, rischierete di troncare il rapporto di amicizia.
* Se vedete uno spillo per terra, raccoglietelo, la fortuna vi sorriderà per tutto il giorno.
* Non chinatevi però mai a raccogliere gli aghi, portano sfortuna.
* Vederne tre o quattro suore unite porta male.
* Non gettate mai il guscio di un uovo intero, ma spezzatelo per evitare che il demonio vi si annidi.
* Trovare un bottone significa contrarre una nuova amicizia.
* Quando qualcuno parte non deve salutare due volte la stessa persona altrimenti non si vedranno mai più.
* Lo sposo non deve vedere la sposa vestita di bianco perché c'è pericolo che non si sposino.
* Il prurito alla mano sinistra è segno che sono in arrivo soldi, se il prurito è alla mano destra è segno che i soldi bisognerà darli.
* Si pone una moneta nelle fondamenta di una casa nuova per buon augurio.
* Quando un bambino molto piccolo entra per la prima volta in una casa bisogna regalargli qualcosa altrimenti in quella casa si annideranno i topi.
* Di martedì e di venerdì non si fanno visite né agli sposi né ai neonati perché porta male.
* Il 17 porta sfortuna.
Nel Medioevo era il simbolo dei morti per impiccagione e ai tempi dei romani, anagrammando il numero XVII, si otteneva il verbo VIXI che in latino, vuol dire "vissi" (e quindi…non vivo più!)
* Il detto "Né di venere (venerdì) né di marte (martedì) non si sposa e non si parte";  è collegato al fatto che martedì è il giorno di Marte dio della guerra e il venerdì, secondo la credenza popolare, è propizio ai diavoli e alle streghe
* Pestare una cacca porta bene! In particolare sembra che porti soldi.
*Chi incontra un carro funebre vuoto deve fare gli scongiuri perché si dice sia...in cerca di un morto!
* Toccare la gobba di qualcuno porta fortuna.
* Versare il vino sulla tavola porta fortuna, ma dovete intingervi il dito e strofinarvelo dietro l’orecchio, un po’ come se voleste profumarvi.
* Tagliarsi le unghie di venerdì porta sfortuna.
* Regalare fazzoletti porta sfortuna (portano lacrime).
* Fiammiferi. Porta sfortuna utilizzare in tre lo stesso fiammifero.
* Il sedano porta bene. Negli orti dei Greci e dei Romani non mancava mai. La pianta di sedano, infatti, aveva la funzione di allontanare le potenze del male.
* Lo sputo. Anticamente si aveva l’abitudine di sputarsi tre volte sul petto per allontanare qualsiasi maleficio. Ancora oggi, i corridori si fanno sputare sulla schiena dai loro meccanici, prima dell’Inizio della corsa.

MA VOI CI CREDETE?????

Proverbi italiani superstiziosi
A chi pizzica il naso vien voglia di litigare.
A versare l'olio o il sale, porta male.
Chi lavora a capodanno lavora tutto l'anno.
Chi ride di venerdì piange di domenica.
Chi starnuta di lunedì regalo aspetti.
Cosa che punge amor disgiunge.
Denti radi fortuna spessa.
I gobbi portano fortuna e le gobbe disgrazia.
Né di venere né di marte, non si sposa né si parte; né si dà principio all'arte.
Quando fischia l'orecchio dritto, il cuore è afflitto; quando il manco, il cuore e franco.

LO IETTATORE
Il termine jella, iella o raramente zella ossia sporcizia, deriva dall'arcaismo iettare, gettare sotto forma di polvere il proprio risentimento verso una persona, affinché sia colta da maleficio e patisca fortuna avversa. Colui che lancia, che getta il maleficio è detto dunque iettatore (ma nel linguaggio parlato viene spesso chiamato menagramo o gufo).

Sia la tradizione popolare sia la letteratura, descrivono la figura dello iettatore come un essere magro, pallido, arcigno, solitario, taciturno, naso ricurvo, occhi grandi e sporgenti, sopracciglia folte e unite, leggermente curvo.

La storia ci porta un esempio lampante il caso del principe di Ventignano di Napoli che sin dalla nascita ebbe il "dono" di diffondere attorno a sé sciagure a non finire, dal parto fatale della madre al suo ingresso nel convento il giorno prima della soppressione delle comunità religiose napoletane; dall'incendio del teatro S.Carlo in occasione della sua prima visita in quel luogo, al naufragio della nave passeggeri, oltre alla nave di soccorso, atte a trasportarlo in Inghilterra.

In una commedia di Pirandello, interpretata in uno sketch dal celebre comico Totò, un uomo strambo, additato e temuto dai suoi paesani come jettatore, chiede al proprio pretore una patente, ovvero un riconoscimento legale, quindi una legittimazione sociale del proprio ruolo di dispensatore di sventure.





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