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Da, dà e da'. Grammatica italiana in pillole - Errori comuni.

Da, Dà o Da’💓🇮🇹💓
🔦Dipende!🔦
Sono tre omonimi che nel linguaggio scritto vengono distinti grazie all’uso di un accento e di un apostrofo. Gli omonimi sono parole che hanno la stessa forma ma significati diversi, in virtù della diversa etimologia, cioè una diversa origine.
Da senza alcun altro segno grafico rappresenta la preposizione semplice. Il treno in arrivo da Venezia è in partenza dal binario due.
Vivo a Vicenza da due anni.
Verrò da te questa sera, aspettami! Da’, con apostrofo, è la seconda persona dell’imperativo del verbo dare (troncamento di dai tu)
Da’ una mano a tua madre o vedi cosa ti succede.
Da’ una seconda possibilità a chi ha sbagliato una sola volta! NB. Al posto della forma Da’ col troncamento è corretto usare anche la forma DAI!
L’apostrofo, infatti, ci indica che è caduta, ossia è stata troncata, la vocale finale della parola. Dà, con l’accento grave, è la terza persona dell’indicativo presente del verbo dare.
Se non me la dà lui una mano, chi me la dà?
Quella non t…
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Mettiti i calzini che ti viene un’accidenti!

Qualche giorno fa ho avuto una discussione con un albergatore austriaco; il tema del nostro scambio di idee: i bambini. Dopo avermi informata sulla tendenza attuale (a suo dire) di molti alberghi, a non accettare più bambini piccoli; ha voluto darmi una „chicca“, citandomi uno studio (fatto da chi però non lo sapeva), secondo il quale, i bambini peggiori, secondo i proprietari di alberghi e ristoranti, sarebbero quelli italiani. Se devo essere sincera, non sono rimasta troppo scioccata sul momento, e gli ho detto che non faticavo a credere che ciò fosse vero; gli italiani sanno essere piuttosto „casinisti“, parlano a voce alta e si fanno sicuramente notare per una grande dose di temperamento ed energia, o vogliamo chiamarla felicità di vivere (tutte cose, a mio parere non proprio negative). Il gentil signore invece è convinto che ciò derivi dal fatto che „Gli italiani non hanno regole, i bambini sono terribili e indisciplinati e possono fare tutto ciò che vogliono“. Io mi sono sottra…

Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo

Quello che tu sei, io ero, quello che io sono, tu sarai!

Ci sono dei luoghi in cui il tempo sembra fermarsi e le domande sulla vita e sulla morte diventano presenti e toccabili, qualsiasi sia il credo personale.
Ci sono posti in cui avventurarsi significa fare un viaggio affascinante fino alla soglia della vita, un viaggio misterioso ed unico, in cui il tempo delle certezze e quello dell’ignoto sembrano darsi la mano, invitandoci a pensare all’ineffabilità del nostro tempo terreno.
Ma bando ai paroloni, questo è un viaggio che vi consiglio assolutamente di fare se vi trovate a Palermo o nelle sue vicinanze e non siete reduci da traumi infantili “da film horror”!


Le catacombe del convento dei Cappuccini di Palermo, sono un luogo misterioso ed incredibile e presentano la collezione di mummie più ampia del mondo (circa 8.000), descrivere questo angolo sotterraneo non è assolutamente facile e così mi affido alle parole di un sonetto antico del 1867, che lo dipinge alla perfezione.

Scendi, o …

Venticelli in musica!

IL PETO NEL REGNO DI NAPOLI

Una canzone del cantante e cabarettista partenopeo(=napoletano), Federico Salvatore.  Una lezione sulla storia di Napoli, dei suoi Re e delle loro regge, fatta in modo, decisamente poco convenzionale!





FEDERICO SALVATORE
Il peto nel regno di Napoli! Cu'sta canzone ve voglio cuntare 'nu fattariello nu'poco volgare e si v'assettate 'ncoppo 'a 'na seggia ve cunto "la storia della scorreggia" 'e tutt'i re napulitane che 'hanna rignate dai tiempe luntane e si licenza me 'so pigliate nun me' chiammate scrianzato!
Si racconta che re Ruggero, primo re normanno vero, dava sfogo al deretano nel castello capuano. Scorreggiava tutte le ore re Tancredo, il successore, mentre invece re Guglielmo 'e faceva a castiel Sant'Elmo. Federico II di Svevia al suo peto diede gloria trattò bene la materia con la "legge cacatoria": la scoreggia se pur goffa si distingue dalla loffa e la loffa vien tradotta comme 'nu pire…

Scuole d'italiano in Italia - Castelraimondo - Campus Magnolie

Nella rubrica scuole d'italiano in Italia vi presentiamo le migliori scuole di italiano per stranieri in Italia. In questo video vi portiamo a scoprire il Campus Magnolie di Castelraimondo nella regione Marche. I programmi del Campus Magnolie prevedono non solo corsi di italiano come lingua straniera e corsi per insegnanti di italiano LS e L2, ma anche un folto numero di escursioni per scoprire gli angoli più belli d'Italia. Abbonati al nostro canale per non perdere i prossimi video e fai un salto sul sito web della scuola per scoprirne tutte le offerte e i corsi: https://www.campusmagnolie.it/

Non esiste modo migliore per migliorare o imparare una lingua straniera del farlo,direttamente nel paese in cui questa lingua viene parlata.

La grande fortuna di chi studia l'italiano è che le scuole d'italiano per stranieri, in Italia, sono tutte posizionate in luoghi assolutamente fantastici, bellissimi e mozzafiato.
Un periodo di studio in una di queste scuole è anche un momento…

Galeotto fu il canotto

Galeotto

Modo di dire
Oggi «galeotto» è usato comunemente nell'italiano (anche come aggettivo) col significato di «intermediario amoroso»; la frase «galeotto fu il libro» (o «galeotto fu ...», con G indifferentemente maiuscola o minuscola) viene adoperata per segnalare un oggetto o un avvenimento che ha reso possibile una relazione amorosa o altro.
Il secondo significato della parola galeotto è detenuto, prigioniero.

La frase "galeotto fu il libro" è contenuta nel quinto canto dell'Inferno, nella Divina commedia di Dante, dove si narra della storia d'amore tra Paolo e Francesca, che si scambiarono un tenero bacio proprio leggendo un libro che narrava della storia di Lancillotto e Ginevra, e che furono "colti in flagrante" ed uccisi dal marito di lei Giangiotto, che tra l'altro era anche il fratello di lui. Una storia vera, triste e avvincente che suggerì a Dante di inserire gli infelici malcapitati nel girone dei lussiosi.

Renato Zero - Galeotto fu il Ca…

Galeotto fu il libro-La storia di Paolo e Francesca

Amor che a nullo amato amar perdona!
La storia di Paolo e Francesca e la narrazione dei fatti nel video del grande Vittorio Gasman


C’era una volta una nobile fanciulla chiamata Francesca…

Potremmo iniziare così il nostro racconto, ma non è una favola, bensì una storia vera. Paolo e Francesca sono due personaggi realmente esistiti e non figure romantiche come Giulietta e Romeo nate dalla geniale fantasia di Shakespeare. Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia “…siede la terra dove nata fui, sulla marina dove ‘l Po discende…..” e lì viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza , sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile.

Siamo nel 1275 e Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Giangiotto Johannes Zoctus – Giovanni zoppo) che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. Il capostipite, Malatesta da Verucchio detto il Mastin Vecchio o il Centenario, concorda ed il matrimonio è combina…

IL PARCO GIARDINO DELLA SIGURTÀ

Ve lo descrivo brevemente!
Il Paradiso in terra…
Il Parco Giardino Sigurtà è un parco che si trova a Valeggio sul Mincio, vicino al Lago di Garda a solo otto chilometri da Peschiera del Garda; si estende per ben 600.000 metri quadrati ed è nato da quello che era il giardino di Villa Maffei, dimora nel 1859 di Napoleone III.
Il Parco Giardino passato alla famiglia di Carlo Sigurtà è stato trasformato negli anni in uno dei parchi più belli al mondo un vero prodigio di colori, piante e vegetazione, un luogo straordinario in grado di affascinare sia grandi che piccini.





In questo giardino ogni stagione saprà regalarvi impressioni uniche e immagini meravigliose, cinque grandi fioriture che si susseguono da Marzo a Settembre, moltissimi fiori e alberi, i giardini acquatici, un prato erboso immenso in cui
potrete riscoprire il gusto di correre a piedi scalzi.


Le attrazioni del parco sono veramente molte: il viale delle rose, il labirinto, il grande tappeto erboso, il giardino delle piante offici…

Barzellettiamo- Di cosa ridono gli italiani!

IL PODCAST DI QUESTO ARTICOLO








Si dice che il riso sia un linguaggio universale contagioso e che non abbia bisogno di parole; tutti gli uomini ridono e la prima cosa da ricordare parlando di umorismo è che i bambini ancor prima di parlare, ridono.
Sono sempre stata affascinata dall’umorismo e ho sempre cercato di usarlo per motivare i miei studenti, convinta che imparando in modo divertente, piacevole e allegro, non solo s’impari più facilmente ma si ottengano anche risultati migliori e duraturi.
Ammetto, però, di non essermi mai interessata in modo serio a umorismo, comicità e barzellette fino a che mia figlia Vittoria non entrò nella fase delle “storielle divertenti”.

Durante i frequenti viaggi che dall’Austria ci portavano in Italia Viki, all’età di circa quattro anni, cominciò ad appassionarsi alle storielle divertenti, beh…ad essere sincera erano divertenti per lei, ma proprio questo era il punto!
Mamma adesso ti racconto una barzelletta!” e dopo tali parole iniziava una storiella…