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Visualizzazione dei post da agosto 5, 2012

CONSONNO LA CITTÀ FANTASMA

QUANDO SI SPENGONO LE LUCI DEL CAROSELLO LA STORIA DI CONSONNO, DA BORGO A CITTA' DEI BALOCCHI




Questa è una storia che parla di sogni e visioni, parla della realtà che si scontra con le illusioni, ci narra della capacità umana di distruggere e cambiare la natura e di come questa alla fine abbia mezzi sottili ma potenti per prendersi le sue rivincite. Questa storia narra di un piccolo borgo raso al suolo dalle strabilianti visioni di un uomo e di come il tempo e la sorte abbiano trasformato quello che poteva e sembrava essere un successo in un progetto catastrofale e sinistro. Oggi vi porto a Consonno, un tempo piccolo borgo montano genuino e naturale, per un attimo città dei balocchi, sogno di luci e divertimenti, oggi sinistra città fantasma abbandonata in cui risuonano solo gli echi dei tempi che furono.

"Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei resta ad aspettarti" (Cesare Pa…

Lamù

Lamù
Sara' un amore strano questo qua' (UOOUOOOO) che brucia fuori dentro qua' e la (UOOUOOOO) uno sguardo solamente e la fiamma e' accesa gia' scappo resto fuggo torno chi lo sa? Com'e' difficile stare (AL MONDO) Com'e' difficile stare (AL MONDO) Com'e' difficile stare (AL MONDO) e non possiamo sbagliare mai Mi piacerebbe scappare (DAL MONDO) finisco poi per restare io non me ne andro'... Tanto gia' lo so che poi vinci sempre tuuuuuuu Nel mio destino pace non c'e' ne (UOOUOOOO) nessuna al mondo e' matta come te (UOOUOOOO) Tu mi guardi sorridente e la fiamma e' accesa gia' scappo resto tutto il giorno chi lo sa? Com'e' difficile stare (AL MONDO) Com'e' difficile stare (AL MONDO) Com'e' difficile stare (AL MONDO) e non vogliamo sbagliare mai Mi piacerebbe scappare (DAL MONDO) finisco poi per restare io non me ne andro'... Tanto gia' lo so che poi vinci sempre tuuuuuuu Nel mio destino pace non c'e' ne (…

Il divenire

La tessitrice di Giovanni Pascoli
Mi son seduto su la panchetta come una volta ... quanti anni fa? Ella, come una volta, s'e' stretta su la panchetta.
E non il suono d'una parola; solo un sorriso tutto pieta'. La bianca mano lascia la spola.
Piango, e le dico: Come ho potuto, dolce mio bene, partir da te? Piange, e mi dice d'un cenno muto: Come hai potuto?
Con un sospiro quindi la cassa tira del muto pettine a se'. Muta la spola passa e ripassa.
Piango, e le chiedo: Perche' non suona dunque l'arguto pettine piu'? Ella mi fissa timida e buona: Perche' non suona?
E piange, piange — Mio dolce amore, non t'hanno detto? non lo sai tu? Io non son viva che nel tuo cuore.
Morta! Si', morta! Se tesso, tesso per te soltanto; come, non so: in questa tela, sotto il cipresso, accanto alfine ti dormiro'. —
Il divenire di Ludovico Einaudi

Il pastore e lo yuppie

Un pastore stava pascolando il suo gregge di pecore, in un pascolo decisamente lontano e isolato quando all'improvviso vede avvicinarsi una BMW nuova fiammante che avanza lasciandosi dietro una nuvola di polvere. Il guidatore, un giovane in un elegante abito di Armani, scarpe Prada, occhiali Ray Ban e cravatta Yves Saint Laurent rallenta, si sporge dal finestrino dell'auto e dice al pastore: "Se ti dico esattamente quante pecore hai nel tuo gregge, me ne regali una?" Il pastore guarda l'uomo, evidentemente un yuppie, poi si volta verso il suo gregge e risponde con calma:  "Certo, perché no?" A questo punto lo yuppie posteggia l'auto, tira fuori il suo computer portatile della Dell e lo collega al suo cellulare della AT& T. Si collega a internet, naviga in una pagina della NASA, seleziona un sistema di navigazione satellitare GPS per avere un'esatta posizione di dove si trova e invia questi dati a un altro satellite NASA che scansiona l'area …