Post

Visualizzazione dei post da 2015

DI TUTTO E DI PIÙ SULLE SUOCERE

Immagine
TUTTO SULLE SUOCERE Eh …lo sappiamo tutti che dei maschi italiani si racconta che siano terribilmente mammoni; ma non diamocela a bere la mammonaggine non è solo prerogativa dei maschi italiani!

Certo che parlando di suocere se ne possono raccontare davvero di tutti i colori:
CITAZIONI SULLE SUOCERE ·Sono appena tornato da un viaggio di piacere. Ho accompagnato mia suocera all’aeroporto. Milton Berle, in Gino & Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, 1995
·Pietro rimase in buoni rapporti con Gesù, nonostante Gesù gli avesse guarito la suocera. Samuel Butler
·Honolulu ha tutto: la sabbia per i bambini, il sole per tua moglie, gli squali per tua suocera. Ken Dodd
·Non ho parlato con mia suocera per diciotto mesi. Non volevo interromperla. Ken Dodd
· Finché la suocera è in vita, la pace domestica è fuori discussione.
Decimo Giunio Giovenale, Satire, II sec.
·Il suocero ama il genero, ama la nuora; la suocera ama il genero, ma non ama certo la nuora. Tutto è recipr…

CONSONNO LA CITTÀ FANTASMA

Immagine
QUANDO SI SPENGONO LE LUCI DEL CAROSELLO LA STORIA DI CONSONNO, DA BORGO A CITTA' DEI BALOCCHI
Questa è una storia che parla di sogni e visioni, parla della realtà che si scontra con le illusioni, ci narra della capacità umana di distruggere e cambiare la natura e di come questa alla fine abbia mezzi sottili ma potenti per prendersi le sue rivincite. Questa storia narra di un piccolo borgo raso al suolo dalle strabilianti visioni di un uomo e di come il tempo e la sorte abbiano trasformato quello che poteva e sembrava essere un successo in un progetto catastrofale e sinistro. Oggi vi porto a Consonno, un tempo piccolo borgo montano genuino e naturale, per un attimo città dei balocchi, sogno di luci e divertimenti, oggi sinistra città fantasma abbandonata in cui risuonano solo gli echi dei tempi che furono. "Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei resta ad aspettarti" (Cesare Pa…

Il fantasma di Azzurrina

Immagine
La piccola Azzurrina 
C’era una volta, così iniziano le favole e così facciamo iniziare questa nostra storia che però affonda le sue radici nel passato dell'Italia romanica e ci porta in un luogo esistente e visitabile, il Castello medievale di Montebello di Torriana nell’entroterra riminese, uno dei meglio conservati d’Italia. Questa meravigliosa ed elegante rocca, domina dall’alto dei suoi 436 metri la valle del Marecchia e dell'Uso, si tratta di una terra meravigliosa che incanta il visitatore con panorami mozzafiato e una natura segnata da una storia millenaria.
La storia di questa fortezza affonda le radici addirittura nell’epoca romana (III secolo a.C.), già allora questo “monte della guerra” (Mons belli-Montebello) minacciava dall’alto i nemici della regione; questa vocazione di postazione bellica rimase sin da allora e nel 1186 le mura furono acquistate da una famosissima e molto influente famiglia della zona, i Malatesta, che dopo averlo perso per opera di una famiglia n…

TRIPPA, POPPA E LAMPREDOTTO

Immagine
La nobiltà si sa, un po‘ di puzza sotto il naso ce l’ha!
In molti degli antichi nobili regni italici non tutte le parti dell’animale venivano considerate degne di imbandire le reali tavole, le interiora ad esempio venivano considerate insieme al piede e al muso del maiale degli scarti che offendevano il buon gusto dei sovrani. La servitù e il popolino al contrario presi com’erano dalla semplice necessità di sopravvivere erano molto meno schizzinosi; ligi al principio per cui “non si butta via nulla” impararono a cucinare al meglio anche questi scarti.
Alcune storie narrano che a Napoli le donne dei quartieri popolari scendevano verso il palazzo reale e aspettavano fuori dalle cucine gli scarti della lavorazione degli animali, per poi litigarseli a gran voce; queste donne prendevano l’appellativo di zandraglie perché pur di avere la parte migliore e più cospicua del bottino si picchiavano, accapigliavano e gridavano contro.  Tutt’oggi a Napoli dire ad una donna “sei proprio una zandraglia