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Visualizzazione dei post da maggio 5, 2013

CONSONNO LA CITTÀ FANTASMA

QUANDO SI SPENGONO LE LUCI DEL CAROSELLO LA STORIA DI CONSONNO, DA BORGO A CITTA' DEI BALOCCHI




Dopo aver guardato il video ascolta il podcast che ti "legge" e racconta la storia di Consonno!

Listen to "ITALIA ITALIANI E ITALIANERIE" on Spreaker.

Questa è una storia che parla di sogni e visioni, parla della realtà che si scontra con le illusioni, ci narra della capacità umana di distruggere e cambiare la natura e di come questa alla fine abbia mezzi sottili ma potenti per prendersi le sue rivincite. Questa storia narra di un piccolo borgo raso al suolo dalle strabilianti visioni di un uomo e di come il tempo e la sorte abbiano trasformato quello che poteva e sembrava essere un successo in un progetto catastrofale e sinistro. Oggi vi porto a Consonno, un tempo piccolo borgo montano genuino e naturale, per un attimo città dei balocchi, sogno di luci e divertimenti, oggi sinistra città fantasma abbandonata in cui risuonano solo gli echi dei tempi che furono.

"Un paes…

La Divina Commedia- Inferno- Canto VII

"Pape Satàn, pape Satàn aleppe!"

La Divina Commedia di Dante
Inferno - Canto settimo
Il canto settimo dell'Inferno di Dante Alighieri si svolge nel quarto e nel quinto cerchio, ove sono puniti rispettivamente gli avari e prodighi e gli iracondi e accidiosi; siamo nella notte tra l'8 e il 9 aprile 1300 (Sabato Santo), o secondo altri commentatori tra il 25 e il 26 marzo 1300.

Il quarto cerchio, custodito dal demone Pluto, il dio greco della ricchezza, è quello degli avari e dei prodighi, condannati a spingere col petto pesanti macigni. Dante e Virgilio giungono poi alla palude dello Stige, in cui sono immersi iracondi ed accidiosi. I primi si percuotono e mordono a vicenda, i secondi giacciono sotto la superficie.





Con voce stridula e il volto gonfio d’ira, il guardiano del quarto cerchio, dove avari e prodighi scontano la loro pena eterna, grida parole incomprensibili all’indirizzo dei due poeti. Ma non appena Virgilio gli ricorda che il loro viaggio si compie per volontà …

Io ti sento...

Ti sento... nell'aria che è cambiata che anticipa l'estate
e che mi strina un po' Io ti sento... passarmi nella schiena la vita non è in rima per quello che ne so.
Ti sento... nel mezzo di una strofa un pezzo che era loffio ed ora non lo è più Io ti sento... lo stomaco si chiude il resto se la ride appena ridi tu
Qui con la vita non si può mai dire arrivi quando sembri andata via Ti sento dentro tutte le canzoni in un posto dentro... che so io

Ti sento... e parlo di profumo
t'infili in un pensiero e non lo molli mai Io ti sento... al punto che disturbi al punto che è già tardi rimani quanto vuoi


Qui con la vita non si può mai dire arrivi quando sembri andata via Ti sento dentro tutte le canzoni In un posto dentro che so sempre io uho-o-o-o-ò
. . . . . .
Io ti sento... c'ho il sole dritto in faccia e sotto la mia buccia che cosa mi farai...
Io ti sento Luciano Ligabue