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Visualizzazione dei post da giugno 16, 2013

Proverbi italiani!

SCARPA
Non esiste bella scarpa che non diventi una ciabatta=la bellezza svanisce
Ogni bella scarpa prima o poi diventerà uno scarpone malridotto
Il calzolaio non giudichi oltre la scarpa=ognuno faccia il suo mestiere
Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo
I parenti sono come le scarpe, più strette ti vanno più male ti fanno=indica quanto pericolosi possono essere i parenti impiccioni e intriganti
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
Contadino (e montanino) scarpe grosse e cervello fino=proverbio usato per indicare che l’apparenza rude e gli scarponi poco eleganti dei montanari e dei campagnoli spesso celano buon senso e furberia
Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe
Solo chi ha le scarpe ai piedi sa dov’è che fanno male

Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte
A marzo chi non ha scarpe va scalzo, d'aprile chi ne ha sta bene
Chi ha un paio di scarpe nuove, le mostra volentieri
Non tutti i piedi stanno bene in una scarpa
Piedi p…

L’AGGETTIVO DI PROVENIENZA

IO SONO EUROPEA, ITALIANA, VICENTINA

E tu?
Quando si vuole indicare la nostra città o il nostro paese di provenienza ci si deve affidare a degli aggettivi, purtroppo non esiste una regoletta fissa a cui affidarsi, ma una certa ripetitività nei suffissi per fortuna sì. Vediamo un po’: ano       Suffisso usato per formare aggettivi, spesso anche sostantivati, che indicano relazione con la base, provenienza, appartenenza a nazione, città= veneziano, romano, padano, padovano, anconetano, napoletano ecc. itano      palermitano, cagliaritano, salernitano ecc. asco     comasco, bergamasco, monegasco (del principato di Monaco) ecc. ese        Suffisso che con aggettivi e sostantivi indica appartenenza a una entità geografica o linguistica, cittadinanza, nazionalità, famiglia = bolognese, bellunese, milanese, piemontese, francese, sassarese, ticinese, congolese, ferrarese,  torinese, genovese, pistoiese,  iano      Suffisso usato per forare aggettivi da nomi che indicano provenienza= bostoniano, va…

LA DIVINA COMMEDIA-INFERNO- CANTO VIII

Il canto ottavo dell'Inferno di Dante Alighieri si svolge nel quinto cerchio, ove sono puniti gli iracondi e gli accidiosi; siamo nella notte tra l'8 e il 9 aprile 1300 (Sabato Santo), o secondo altri commentatori tra il 25 e il 26 marzo 1300. Costeggiando la riva dello Stige Dante e Virgilio giungono ai piedi di una torre dalla cui sommità partono segnali luminosi.
 Questi si rivelano essere avvisi di richiamo per Flegiàs, il traghettatore infernale che, reprimendo l'ira, accetta i due sulla sua barca. 
Durante la navigazione uno degli iracondi puniti nella palude si rivolge con arroganza a Dante: è il fiorentino Filippo Argenti che, dopo un breve scambio di battute ingiuriose, tenta di assalire la barca ma viene ricacciato da Virgilio nel fango dove è straziato dagli altri dannati. Infine la barca approda davanti alle mura della città di Dite, rosseggiante per il fuoco, protetta da uno stuolo di diavoli che impediscono a Dante e a Virgilio l'ingresso nel basso Inferno. …