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Visualizzazione dei post da 2014

PILLOLE GRAMMATICALI-Perché e perciò

PILLOLE GRAMMATICALI-Giá e ancora

PILLOLE GRAMMATICALI-C'è e ci sono

PILLOLE GRAMMATICALI-I partitivi

Le supertizioni degli italiani!

La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale. La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcune frasi o gesti attirerebbero o allontanerebbero la fortuna o la sfortuna.
Un  esempio è l'idea che dicendo qualcosa, questa non accadrà, o potrebbe accadere il contrario di ciò che si è detto.
Per questo motivo ad esempio, in Italia, si augura solitamente il contrario di ciò che si desidera che avvenga. Per esempio, a un cacciatore non si dirà "Buona caccia", ma "In bocca al lupo" parola entrata anche nel linguaggio comune e utilizzato per augurare "buona fortuna" .
Nonostante la cultura moderna condanni a parole la superstizione, molte credenze di questo genere sono estremamente diffuse anche nella società occ…

Che cos’é l’analisi grammaticale?

L’analisi grammaticale di una frase ci permette di classificare le parole di un testo, suddividendole in categorie.
Le parti del discorso sono nove e grazie all’analisi grammaticale possiamo specificare tutte le informazioni relative ad ognuna di esse (numero, genere ecc.).



USO: Imperfetto o Passato Prossimo?

IMPERFETTO O PASSATO PROSSIMO QUESTO È IL PROBLEMA
L’imperfetto è un tempo che ci ripropone fatti e situazioni passate viste nel loro svolgimento, le azioni non vengono presentate come concluse ma vengono descritte mentre sono in atto (imperfetto= non finito, non concluso).
Questo è il tempo tipico delle descrizioni, delle azioni ripetute, delle abitudini o delle azioni contemporanee.
USI DELL’IMPERFETTO

Esprimere un’azione o una situazione passata in atto, in corso (quindi NON conclusa),  vista cioè nel suo svolgimento.
Quando è arrivata Anna, io dormivo ancora!
Ieri tra le cinque e le sei ero a scuola. (Qui vogliamo sottolineare che a scuola ci sono arrivato sicuramente prima delle cinque e sono rimasto fin dopo le sei).
Esprime un’azione abituale e ripetitiva nel passato.
Da piccola tutti i fine settimana andavo in campagna.
Da giovane mi allenavo ogni giorno per due ore.
Il mese scorso lavoravo (ogni giorno) dalle otto alle sedici.
Si usa anche per descrivere diverse azioni che erano i…

Lo strano mondo della grammatica

Achille Campanile Manuale di Conversazione, Lo strano mondo della grammatica (1973)
Le grammatiche su cui si studiano le lingue saranno utilissime per impararle, ma non altrettanto per la logica e il buon senso. Il che, tuttavia, non rappresenta un danno in ogni senso. Anzi potrebbe contribuire a dare ai rapporti fra le persone un carattere quanto mai spensierato e fantasioso che conferirebbe alla vita un aspetto dei più piacevoli.
Dalla grammatica inglese: "Portaste il binocolo?" "No, ma portai il vostro ventaglio." Col che si imparano parecchi vocaboli, non c'è dubbio. Ma non è chi non veda un ventaglio esser tutt'altra cosa che un binocolo. Non c'è niente in comune fra i due oggetti. Come è possibile parlare di ventaglio a chi vi chiede notizie del binocolo? Vediamo: dove e quando e perché si può domandare a qualcuno se ha portato il binocolo? In teatro, o in occasione di una gita in luoghi panoramici, o per esigenze belliche. Ora, ammetto che in un teatro…

La chitarra magica

Stefano BENNI La chitarra magica
Ogni ingiustizia ci offende quando non ci procuri direttamente alcun profitto. Luc de Vauvenargues


C’era un giovane musicista di nome Peter che suonava la chitarra agli angoli delle strade. Racimolava così i soldi per proseguire gli studi al Conservatorio: voleva diventare una grande rock star. Ma i soldi non bastavano, perché faceva molto freddo e in strada c’erano pochi passanti. Un giorno, mentre Peter stava suonando «Crossroads», gli si avvicinò un vecchio con un mandolino. - Potresti cedermi il tuo posto? È sopra un tombino e ci fa più caldo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Potresti per favore prestarmi la tua sciarpa? Ho tanto freddo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Potresti darmi un po’ di soldi? Oggi non c’è gente, ho raggranel­lato pochi spiccioli e ho fame. - Certo - disse Peter che eccetera. Aveva solo dieci monete nel cap­pello e le diede tutte al vecchio. Allora avvenne un miracolo: il vecchio si trasformò in un omone t…

LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE INFERNO CANTO XX

Il canto ventesimo dell'Inferno di Dante Alighieri si svolge nella quarta bolgia dell'ottavo cerchio, ove sono puniti gli indovini e i maghi; siamo all'alba del 9 aprile 1300 (Sabato Santo), o secondo altri commentatori del 26 marzo1300. Dante, dopo una descrizione generale, indica tra i peccatori, attraverso le parole di Virgilio, cinque indovini antichi (quattro dei quali mitologici) e tre moderni. Durante la presentazione dell'indovina Manto c'è una lunga digressione sulle origini di Mantova.


Nella quarta bolgia il contrappasso punisce la presunzione umana di divinare il futuro: gli indovini hanno la testa e il collo girati al contrario, così che, non potendo guardare avanti, sono costretti a camminare all'indietro procedendo lentamente e bagnando di lacrime il dorso. Anche Dante non trattiene il pianto alla vista della figura umana così deturpata, ma è aspramente rimproverato della sua immotivata compassione di fronte alla giustizia divina; quindi Virgilio gl…