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PILLOLE GRAMMATICALI-Perché e perciò

PILLOLE GRAMMATICALI-Giá e ancora

PILLOLE GRAMMATICALI-C'è e ci sono

PILLOLE GRAMMATICALI-I partitivi

Che cos’é l’analisi grammaticale?

L’analisi grammaticale di una frase ci permette di classificare le parole di un testo, suddividendole in categorie.
Le parti del discorso sono nove e grazie all’analisi grammaticale possiamo specificare tutte le informazioni relative ad ognuna di esse (numero, genere ecc.).



USO: Imperfetto o Passato Prossimo?

IMPERFETTO O PASSATO PROSSIMO QUESTO È IL PROBLEMA
L’imperfetto è un tempo che ci ripropone fatti e situazioni passate viste nel loro svolgimento, le azioni non vengono presentate come concluse ma vengono descritte mentre sono in atto (imperfetto= non finito, non concluso).
Questo è il tempo tipico delle descrizioni, delle azioni ripetute, delle abitudini o delle azioni contemporanee.
USI DELL’IMPERFETTO

Esprimere un’azione o una situazione passata in atto, in corso (quindi NON conclusa),  vista cioè nel suo svolgimento.
Quando è arrivata Anna, io dormivo ancora!
Ieri tra le cinque e le sei ero a scuola. (Qui vogliamo sottolineare che a scuola ci sono arrivato sicuramente prima delle cinque e sono rimasto fin dopo le sei).
Esprime un’azione abituale e ripetitiva nel passato.
Da piccola tutti i fine settimana andavo in campagna.
Da giovane mi allenavo ogni giorno per due ore.
Il mese scorso lavoravo (ogni giorno) dalle otto alle sedici.
Si usa anche per descrivere diverse azioni che erano i…

Lo strano mondo della grammatica

Achille Campanile Manuale di Conversazione, Lo strano mondo della grammatica (1973)
Le grammatiche su cui si studiano le lingue saranno utilissime per impararle, ma non altrettanto per la logica e il buon senso. Il che, tuttavia, non rappresenta un danno in ogni senso. Anzi potrebbe contribuire a dare ai rapporti fra le persone un carattere quanto mai spensierato e fantasioso che conferirebbe alla vita un aspetto dei più piacevoli.
Dalla grammatica inglese: "Portaste il binocolo?" "No, ma portai il vostro ventaglio." Col che si imparano parecchi vocaboli, non c'è dubbio. Ma non è chi non veda un ventaglio esser tutt'altra cosa che un binocolo. Non c'è niente in comune fra i due oggetti. Come è possibile parlare di ventaglio a chi vi chiede notizie del binocolo? Vediamo: dove e quando e perché si può domandare a qualcuno se ha portato il binocolo? In teatro, o in occasione di una gita in luoghi panoramici, o per esigenze belliche. Ora, ammetto che in un teatro…

La chitarra magica

Stefano BENNI La chitarra magica
Ogni ingiustizia ci offende quando non ci procuri direttamente alcun profitto. Luc de Vauvenargues


C’era un giovane musicista di nome Peter che suonava la chitarra agli angoli delle strade. Racimolava così i soldi per proseguire gli studi al Conservatorio: voleva diventare una grande rock star. Ma i soldi non bastavano, perché faceva molto freddo e in strada c’erano pochi passanti. Un giorno, mentre Peter stava suonando «Crossroads», gli si avvicinò un vecchio con un mandolino. - Potresti cedermi il tuo posto? È sopra un tombino e ci fa più caldo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Potresti per favore prestarmi la tua sciarpa? Ho tanto freddo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Potresti darmi un po’ di soldi? Oggi non c’è gente, ho raggranel­lato pochi spiccioli e ho fame. - Certo - disse Peter che eccetera. Aveva solo dieci monete nel cap­pello e le diede tutte al vecchio. Allora avvenne un miracolo: il vecchio si trasformò in un omone t…

LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE INFERNO CANTO XX

Il canto ventesimo dell'Inferno di Dante Alighieri si svolge nella quarta bolgia dell'ottavo cerchio, ove sono puniti gli indovini e i maghi; siamo all'alba del 9 aprile 1300 (Sabato Santo), o secondo altri commentatori del 26 marzo1300. Dante, dopo una descrizione generale, indica tra i peccatori, attraverso le parole di Virgilio, cinque indovini antichi (quattro dei quali mitologici) e tre moderni. Durante la presentazione dell'indovina Manto c'è una lunga digressione sulle origini di Mantova.


Nella quarta bolgia il contrappasso punisce la presunzione umana di divinare il futuro: gli indovini hanno la testa e il collo girati al contrario, così che, non potendo guardare avanti, sono costretti a camminare all'indietro procedendo lentamente e bagnando di lacrime il dorso. Anche Dante non trattiene il pianto alla vista della figura umana così deturpata, ma è aspramente rimproverato della sua immotivata compassione di fronte alla giustizia divina; quindi Virgilio gl…

Il principe granchio

Italo Calvino Torino, Einaudi, 1974Il principe granchio





C'era una volta un pescatore che non riusciva mai a pescare abbastanza da comprare la polenta per la sua famiglia.
Un giorno, tirando le reti, sentì un peso da non poterlo sollevare: tira e tira, era un granchio così grosso che non bastavano due occhi per vederlo tutto.
Il pescatore tornò a casa col granchio in spalla, e disse alla moglie di mettere la pentola al fuoco che lui sarebbe tornato con la polenta.
E andò a portare il granchio al palazzo del re per venderlo.
Il re gli disse: Ma cosa vuoi che me ne faccia di un granchio?
Vai a venderlo a qualcun altro.
Il quel momento entrò la figlia del re che pregò il padre di comprarle quel granchio, per metterlo nella peschiera insieme con i cefali e le orate.
Il re la accontentò. Il pescatore mise il granchio nella peschiera e ricevette una borsa di monete d'oro che bastava a dar polenta per un mese ai suoi figlioli.
La principessa non si stancava mai di guardare quel granchio e non s…

LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE INFERNO CANTO XIX

Il canto diciannovesimo dell'Inferno di Dante Alighieri si svolge nella terza bolgia dell'ottavo cerchio, ove sono puniti i simoniaci; siamo nel mattino del 9 aprile 1300 (Sabato Santo), o secondo altri commentatori del 26 marzo1300.


Canto XIX, nel quale sgrida contra li simoniachi in persona di Simone Mago, che fu al tempo di san Pietro e di santo Paulo, e contra tutti coloro che simonia seguitano, e qui pone le pene che sono concedute a coloro che seguitano il sopradetto vizio, e dinomaci entro papa Niccola de li Orsini di Roma perché seguitò simonia; e pone de la terza bolgia de l’inferno.









O Simon mago, o miseri seguaci
che le cose di Dio, che di bontate
deon essere spose, e voi rapaci 3

per oro e per argento avolterate,
or convien che per voi suoni la tromba,
però che ne la terza bolgia state.6

Già eravamo, a la seguente tomba,
montati de lo scoglio in quella parte
ch’a punto sovra mezzo ’l fosso piomba. 9

O somma sapïenza, quanta è l'arte
che mostri in cielo, in terra e nel ma…