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Visualizzazione dei post da aprile 27, 2014

Proverbi italiani!

SCARPA
Non esiste bella scarpa che non diventi una ciabatta=la bellezza svanisce
Ogni bella scarpa prima o poi diventerà uno scarpone malridotto
Il calzolaio non giudichi oltre la scarpa=ognuno faccia il suo mestiere
Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo
I parenti sono come le scarpe, più strette ti vanno più male ti fanno=indica quanto pericolosi possono essere i parenti impiccioni e intriganti
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
Contadino (e montanino) scarpe grosse e cervello fino=proverbio usato per indicare che l’apparenza rude e gli scarponi poco eleganti dei montanari e dei campagnoli spesso celano buon senso e furberia
Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe
Solo chi ha le scarpe ai piedi sa dov’è che fanno male

Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte
A marzo chi non ha scarpe va scalzo, d'aprile chi ne ha sta bene
Chi ha un paio di scarpe nuove, le mostra volentieri
Non tutti i piedi stanno bene in una scarpa
Piedi p…

Onda dopo onda

Onda dopo onda! Ci sono dolori che sono come le onde di un mare in tempesta, si infrangono su di te come schiuma bianca che si abbatte sugli scogli togliendoti il respiro, accecando ogni tuo sguardo con sonoro fragore.
Ci sono strazi in grado di annientarti, cambiarti, sopraffarti, soffocarti e immobilizzarti sono dolori che sanno di rabbia e ingiustizia puzzano di asettica ineluttabilità e ti abbandonano solo, in balia delle onde.
Mali che cambiano la tua geografia come le tempeste cambiano le coste, lasciandoti inerme accanto a macerie e resti senza farti più nemmeno riconoscere chi sei.
Di fronte ad uno specchio un’immagine sconosciuta forse solo il riflesso di un fu, un relitto immobile rigettato da un mare ingrato sulla spiaggia dell’esistenza.
Onda dopo onda cambia l’ordine delle cose… Onda dopo onda non ti ritrovi più dov’eri… Onda dopo onda
tornerai ad amare ancora!

La Sentinella di Fredric Brown

Sentinella (Sentry) è un racconto di fantascienza di Fredric Brown del 1954.
Un soldato di fanteria difende la sua postazione su di un pianeta da poco colonizzato, riflettendo sulle proprie condizioni, su quel luogo per lui inospitale in cui è costretto a stare e sulla crudeltà della guerra.
Costantemente vigile ed attento con il fucile pronto, si accorge che il nemico, un essere crudele, schifoso e ripugnante striscia verso di lui, dopo aver preso la mira gli spara e lo uccide.
Ma chi è la creatura ostile che colpita a morte emette un verso strano ed agghiacciante?





Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa.
Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella a cui era abituato, faceva d’ogni movimento una agonia di fatica.
Ma dopo decine di migliaia di anni quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma q…