Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da agosto 3, 2014

CONSONNO LA CITTÀ FANTASMA

QUANDO SI SPENGONO LE LUCI DEL CAROSELLO LA STORIA DI CONSONNO, DA BORGO A CITTA' DEI BALOCCHI




Dopo aver guardato il video ascolta il podcast che ti "legge" e racconta la storia di Consonno!

Listen to "ITALIA ITALIANI E ITALIANERIE" on Spreaker.

Questa è una storia che parla di sogni e visioni, parla della realtà che si scontra con le illusioni, ci narra della capacità umana di distruggere e cambiare la natura e di come questa alla fine abbia mezzi sottili ma potenti per prendersi le sue rivincite. Questa storia narra di un piccolo borgo raso al suolo dalle strabilianti visioni di un uomo e di come il tempo e la sorte abbiano trasformato quello che poteva e sembrava essere un successo in un progetto catastrofale e sinistro. Oggi vi porto a Consonno, un tempo piccolo borgo montano genuino e naturale, per un attimo città dei balocchi, sogno di luci e divertimenti, oggi sinistra città fantasma abbandonata in cui risuonano solo gli echi dei tempi che furono.

"Un paes…

LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE INFERNO CANTO XVII

Il canto diciassettesimo dell'Inferno di Dante Alighieri si svolge nel terzo girone del settimo cerchio, al passaggio della "ripa discoscesa", ove sono puniti i violenti contro Dio, natura e arte; siamo all'alba del 9 aprile 1300(Sabato Santo), o secondo altri commentatori del 26 marzo 1300.





Richiamato dalla corda lanciata da Virgilio, dall'abisso emerge Gerione, mostro alato con coda di serpente, volto umano e corpo variopinto come un tappeto. Gerione si posa sull'orlo roccioso del burrone, a poca distanza da Dante e Virgilio, che si mettono in cammino sul bordo del baratro per raggiungerlo. Fatti pochi passi i due scorgono il terzo gruppo di peccatori puniti sul sabbione: sono gli usurai, violenti contro la natura e l'arte umana, rannicchiati come cani sulla sabbia, sfigurati e irriconoscibili nel volto, ma individuati da un sacchetto appeso al collo sul quale è dipinto lo stemma familiare di ciascun dannato. Dante non può riconoscere nessun usuraio, tan…

La strabomba

Mario Lodi 
La strabomba Nella sua fabbrica padron Palanca faceva le bibite con gli scarti del petrolio. Ma nessuno comperava quelle bibite perché non piacevano. Allora inventò una pubblicità televisiva per convincere la gente a bere. Una bibita da re per la mamma, per il papà e per te! Così tutti le bevevano…e lui diventò ricco ricchissimo quasi come il re.
I ricchi sono sempre amici dei re e anche padron Palanca lo diventò. Una sera andò a cena nel suo castello gli disse:
“Ho un’idea! Perché non facciamo una grande guerra? Io ti costruirò una strabomba che nessuno ce l’ha e tu mi darai centro stramilioni. Io diventerò il più ricco del mondo e tu il re di tutta la terra”.
“Bene” disse il re, “ma come si fa a convincere la gente a fare la guerra per noi?”.
“Ci penso io” disse padron Palanca. Diventò capo della tv e fece un telegiornale pieno di pubblicità che diceva: “È bello combattere per il re e per me”.
E la gente credeva alle sue parole bugiarde, come beveva le sue bibite.
Padron Palanc…