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Visualizzazione dei post da agosto 31, 2014

Proverbi italiani!

SCARPA
Non esiste bella scarpa che non diventi una ciabatta=la bellezza svanisce
Ogni bella scarpa prima o poi diventerà uno scarpone malridotto
Il calzolaio non giudichi oltre la scarpa=ognuno faccia il suo mestiere
Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo
I parenti sono come le scarpe, più strette ti vanno più male ti fanno=indica quanto pericolosi possono essere i parenti impiccioni e intriganti
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
Contadino (e montanino) scarpe grosse e cervello fino=proverbio usato per indicare che l’apparenza rude e gli scarponi poco eleganti dei montanari e dei campagnoli spesso celano buon senso e furberia
Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe
Solo chi ha le scarpe ai piedi sa dov’è che fanno male

Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte
A marzo chi non ha scarpe va scalzo, d'aprile chi ne ha sta bene
Chi ha un paio di scarpe nuove, le mostra volentieri
Non tutti i piedi stanno bene in una scarpa
Piedi p…

Lo strano mondo della grammatica

Achille Campanile Manuale di Conversazione, Lo strano mondo della grammatica (1973)
Le grammatiche su cui si studiano le lingue saranno utilissime per impararle, ma non altrettanto per la logica e il buon senso. Il che, tuttavia, non rappresenta un danno in ogni senso. Anzi potrebbe contribuire a dare ai rapporti fra le persone un carattere quanto mai spensierato e fantasioso che conferirebbe alla vita un aspetto dei più piacevoli.
Dalla grammatica inglese: "Portaste il binocolo?" "No, ma portai il vostro ventaglio." Col che si imparano parecchi vocaboli, non c'è dubbio. Ma non è chi non veda un ventaglio esser tutt'altra cosa che un binocolo. Non c'è niente in comune fra i due oggetti. Come è possibile parlare di ventaglio a chi vi chiede notizie del binocolo? Vediamo: dove e quando e perché si può domandare a qualcuno se ha portato il binocolo? In teatro, o in occasione di una gita in luoghi panoramici, o per esigenze belliche. Ora, ammetto che in un teatro…

La chitarra magica

Stefano BENNI La chitarra magica
Ogni ingiustizia ci offende quando non ci procuri direttamente alcun profitto. Luc de Vauvenargues


C’era un giovane musicista di nome Peter che suonava la chitarra agli angoli delle strade. Racimolava così i soldi per proseguire gli studi al Conservatorio: voleva diventare una grande rock star. Ma i soldi non bastavano, perché faceva molto freddo e in strada c’erano pochi passanti. Un giorno, mentre Peter stava suonando «Crossroads», gli si avvicinò un vecchio con un mandolino. - Potresti cedermi il tuo posto? È sopra un tombino e ci fa più caldo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Potresti per favore prestarmi la tua sciarpa? Ho tanto freddo. - Certo - disse Peter che era di animo buono. - Potresti darmi un po’ di soldi? Oggi non c’è gente, ho raggranel­lato pochi spiccioli e ho fame. - Certo - disse Peter che eccetera. Aveva solo dieci monete nel cap­pello e le diede tutte al vecchio. Allora avvenne un miracolo: il vecchio si trasformò in un omone t…