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Ridere fa bene all'anima!

Gli uomini parlano un solo linguaggio solo quando ridono, che siano inglesi, italiani, polacchi, cinesi o cingalesi la vera lingua universale è la risata.
Ci accompagna sin da bambini, ognuno di noi ha la sua e ci aiuta, spesso non ce ne rendiamo conto di quanto ci aiuti, ad andare avanti nella vita di ogni giorno.
Una risata può sdrammatizzare anche il momento più imbarazzante...
Una risata può farci innamorare più di mille parole, imprimendosi insieme ad un volto nei nostri pensieri...
Una risata può essere anche accompagnata da lacrime, ed essere indimenticabile...
Quando amiamo davvero qualcuno, siamo felici di vederlo ridere...
Allora, ricodiamoci tutti di ridere di più, e magari di vivere con più leggerenza, forse non risolveremo così tutti i nostri problemi ma riusciremo di sicuro a sopportarli meglio.
Io faccio del mio meglio per farvi ridere un po' e questa sera vi offro la visione di questo simpaticissimo film:
BARZELLETTE con il mitico Gigi Proietti
BUONA VISIONE

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I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parte logiche di un discorso, di una frase. Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo.
Sono uscita prima questa mattina, eppure, non ho fatto in tempo! Connettivo
La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia:
Preposizioni:Ho pensato di invitarti a pranzo domani.
Congiunzionicome ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché, ecc. :Non ho studiato perché stavo molto male.
Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono.
Verbi : Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme, riassumendo ci siamo divertiti molto!
Alcune espressioni come da un certo punto di vista, in pratica, d’altra parte, in altri termini, per dirla in breve, come si è detto poc…

Esclamazioni e Interiezioni

GRAMMATICHIAMO
LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI

Sono suoni, parole, o gruppi di parole che esprimono sentimenti e sensazioni improvvisi (meraviglia, allegria, dolore, rabbia, sorpresa ecc.). Si tratta di una componente invariabile il cui valore si comprende dal tono della voce e la mimica di chi parla.
L’interiezione è seguita dal punto esclamativo, che può però essere collocato anche alla fine della frase.

Se l'interiezione o esclamazione è composta da una sola vocale oppure da una consonante, la lettera h va posta dopo la vocale o la consonante (ad esempio, uh!). Se invece è formata da due vocali, la lettera h va collocata in mezzo (ad esempio, ohi!).
Alcune interiezioni come ad esempio ahimè, ohibò, ohimè richiedono l'accento grave (cioè quello che scende dall'alto verso il basso).
In alcuni casi si trovano anche nomi, aggettivi, verbi e avverbi che assumono la funzione di interiezione o esclamazione: nomi: ad esempio, coraggio! animo! accidenti! silenzio! diavolo! guai! peccat…

I nomi composti

Nomi composti sono quei nomi formati dall’unione di due parole.
Il significato del nome composto non è deducibile dai significati delle singole parole che lo compongono.
Ci sono diversi tipi di nome composto: A)    NOME PIÙ NOME (pescecane) B)     AVVERBIO PIÙ NOME (altopiano) C)    NOME PIÙ COMPLEMENTO (capobanda) D)    NOME PIÙ AGGETTIVO (camposanto) E)     AGGETTIVO PIÙ NOME (altopiano) F)     VERBI PIÙ NOME (tostapane) G)    VERBO PIÙ VERBO (saliscendi) H)    AGGETTIVO PIÙ AGGETTIVO (agrodolce) I)       AVVERBIO PIÙ AVVERBIO (pianoforte) L)    AGGETTIVO PIÙ VERBO (belvedere) M)  VERBO PIÙ AVVERBIO (posapiano) N)  AVVERBIO PIÙ VERBO (benestare) O) PREPOSIZIONE PIÙ NOME (soprannome)

Solitamente il plurale dei nomi composti si forma in maniera semplice, cioè come se si trattasse di una parola semplice, ma ci sono molte eccezioni purtroppo che creano non pochi “grattacapi”!
a)I nomi che sono composti da due sostantivi normalmente formano il plurale nel secondo elemento della parola:  cavolfior…

Gli errori più comuni nella lingua italiana. AIUTO COME SI SCRIVE!

1.Ce o C’è
Dipende! Ce è una particella pronominale, inclusa in verbi pronominali come ad esempio “avercela”:
 Si vede benissimo che ce l’hai a morte con lui. C’è è la contrazione ci è= esserci essere presente (nella forma singolare). Tra me e te c’è una bella differenza!
2.Da, Dà o Da’ Anche qui dipende! Da, semplice semplice, è la preposizione. Vengo da Vicenza e tu?  Il dà accentato è la forma della terza persona singolare del verbo dare.
Mamma te le dà, se non la smetti! Il da’ con l’apostrofo è la forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dare. Da’ una mano a tuo fratello!
3.Di, Dì o Di’ Dipende…da che dipende… Di= preposizione semplice. Quel mobile è fatto di legno Dì= un sostantivo sinonimo di giorno. Prenda la medicina tre volte al dì! Di’= forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dire.
Di' subito a mamma la verità, mascalzone!
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