Passa ai contenuti principali

Il test per sapere se siete pronti a.........DIVENTARE GENITORI!


Siete pronti per un pargoletto?


I seguenti semplicissimi test vi aiuteranno a capire se siete finalmente pronti per gettarvi nell’impresa educazione e figli!
 I seguenti esercizi mirano in particolare a testare la saldezza e strapazzabilità del vostro sistema nervoso!
Buon divertimento e tanti auguri!

Esercizio 1: (Far)Fare la nanna!

Cominciate l’esercizio camminando avanti e indietro per la vostra  sala da pranzo. 
Il tutto tra le ore 17 e le 22 e cullando tra le vostre braccia un sacco riempito di sabbia del peso di 4-6 chilogrammi. 
Mettete la radio al massimo volume, ma posizionata tra un canale e l’altro dove si sente solo fruscio. 

Alle 22 posate pure il sacco e andate a letto, ma non dimenticatevi di mettere la sveglia a mezzanotte.

A mezzanotte trascinatevi fuori dal calduccio del vostro letto, acchiappate il vostro saccotto di sabbia e camminate almeno sino all’una del mattino (possibilmente al buio) per il vostro appartamento. 
Il tutto senza far cadere il sacco, ma dondolandolo amorevolmente!

Mettete la sveglia alle 3 (del mattino). Se non riusciste ad addormentarvi subito… non preoccupatevi, rimanete svegli, preparatevi il vostro drink preferito e andate a letto alle 2:45.

Alle tre trascinatevi al buio fuori dal letto e cantate ninne nanne in vestaglia fino alle 4. 

Andate poi in cucina e preparate la colazione (non vale la pena tornare a letto). 
Sedetevi davanti ad un buon caffè e meditate che le vostre notti saranno come sopra descritto  all’incirca per i prossimi 12 mesi (che sono oggettivamente circa 360 notti, ma vi sembreranno almeno 30.000). 
Mentre pensate al tutto costringetevi a sorridere!

Esercizio 2: Vestire…vestire!


Recatevi di primo mattino in pescheria e comprate un grosso polipo e un retino a maglie larghe.

A casa provate a inserire il polipo completamente nel retino, senza che anche uno solo dei tentacoli esca da uno  buchi del retino.

L’esercizio va ripetuto ogni giorno almeno due volte (alle sette del mattino e di sera). In caso di tempo freddo o cattivo, ripetete il tutto ogni quattro ore circa!

Aspettate che fuori abbia piovuto a lungo e poi uscite trascinando il polipo per le pozzanghere e i giardinetti del vostro quartiere ed infine per il vostro salotto. 
Sedetevi e osservate il risultato.


Meditate davanti al polipo, se siete più dispiaciuti per lui che per voi ed il vostro divano di pelle bianca allora avete superato il test.


Esercizio 3: Mangiare…..imboccare……..

Procuratevi un melone e scavatene l’interno. State attenti che mantenga il baricentro in basso.

Ritagliate sul lato una fessura di non più di due centimetri.

Ponete il melone sul tavolo dategli una spintarella in modo che cominci a dondolare.

Prendete un vasetto di omogeneizzato ( va benissimo quello alla prugna) e mentre il melone dondola provate con un cucchiaino da te a inserire l’omogeneizzato nella fessura.
Mentre imboccate il melone muovete il cucchiaino come un aeroplanino e mimatene i rumori.


Continuate l’azione sino a che la metà del vasetto e sparso intorno al melone. Un quarto del rimanente omogeneizzato spalmatevelo su gambe e maglietta; il rimanente quarto potete disperderlo in cucina e in sala dove preferite.

Fate una foto del risultato, ottenetene una gigantografia e appendetela in cucina. 
Meditate ogni mattina osservando il poster. Le cose rimarranno per voi come nel poster per circa 3 anni.

Esercizio 4: Imparare giocando

Impiastricciate le tende nuove di nutella ed il divano di marmellata di frutti di bosco.


Prendete dello smalto per unghie dall’armadietto del bagno e dipingetene le piastrelle (stile Kandinsky). Siate particolarmente silenziosi, mentre „operate“ in modo che la vostra opera d’arte non venga scoperta da terzi prima di essere completamente asciutta. 

Nascondete una coscetta di pollo (cotta e condita) dietro lo stereo e lasciate che ci passi l’estate.

Uscite in giardino ( o andate ai giardinetti) giocate con la terra impiastricciandovi le mani per bene; rientrate in casa e pulitevele sul muro dell’ingresso e lo stipite della porta.


Dipingete il selciato che porta a casa vostra con della vernice bianca (o quello che trovate in garage); se il vicino vi scopre e vi apostrofa in malo modo, guardatelo dritto negli occhi e fategli la linguaccia.


Tornate in casa e meditate sdraiati sul divano se ve la sentite che il vostro appartamento prenda queste sembianze per i prossimi 10 anni.

Esercizio 5: Bimbo a bordo.


Portate la vostra BMW dal concessionario e cambiatela con un Opel Kadet familiare.


Comprate nella prima gelateria che trovate un cono Cioccolata/Bacio e nascondetelo sotto i documenti nel cruscotto. Lasciatecelo riposare……..


Prendete una moneta da dieci centesimi e nascondetela nel CD Player.

Comprate un pacchetto di biscotti secchi al cioccolato. Frantumateli e nascondeteli (TUTTI) per bene tra i sedili anteriori della vostra vettura. Abbiate cura di riempire bene ogni angolo e di usare veramente tutti i biscotti.

Procuratevi un rastrellino da giardino e disegnate delle belle onde tutto intorno alla carrozzeria……mi raccomando non trascurate nessun lato!

Attaccate una foto della vostra vecchia BMW sul cruscotto (dove la possiate osservare in ogni momento), e ricordatevi della vostra vecchia cara auto. Pensateci bene con calma…….passeranno almeno 18 anni prima che possiate vedere un’altra auto simile parcheggiata fuori da casa vostra……..e anche all’ora essa apparterrà ad uno dei vostri figli!

Esercizio 6: Calcolo di paghette e costi straordinari…….

Entrate nel vostro supermercato di fiducia all’ora di punta.

Cercatevi un gruppo di 2-3 bambini che stanno per fare spese e seguiteli alla chetichella attraverso gli scompartimenti.

Annotatevi il valore di ogni oggetto che i bambini compreranno.

Annotatevi il valore di ogni oggetto che i bambini romperanno.

Dividete la somma ottenuta per il numero dei bambini e moltiplicate per trenta. Otterrete così l’ammontare mensile di paghetta e danni!

A casa meditate davanti ai vostri estratticonto!

Ce l’avete fatta, congratulazioni!


Se dopo i suddetti test è rimasto in voi ancora il benché minimo desiderio di attorniarvi di bambini (vostri)…………………..allora congratulazioni siete veramente adatti e pronti ad essere genitori!

Commenti

Post popolari in questo blog

I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parte logiche di un discorso, di una frase. Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo.
Sono uscita prima questa mattina, eppure, non ho fatto in tempo! Connettivo
La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia:
Preposizioni:Ho pensato di invitarti a pranzo domani.
Congiunzionicome ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché, ecc. :Non ho studiato perché stavo molto male.
Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono.
Verbi : Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme, riassumendo ci siamo divertiti molto!
Alcune espressioni come da un certo punto di vista, in pratica, d’altra parte, in altri termini, per dirla in breve, come si è detto poc…

Esclamazioni e Interiezioni

GRAMMATICHIAMO
LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI

Sono suoni, parole, o gruppi di parole che esprimono sentimenti e sensazioni improvvisi (meraviglia, allegria, dolore, rabbia, sorpresa ecc.). Si tratta di una componente invariabile il cui valore si comprende dal tono della voce e la mimica di chi parla.
L’interiezione è seguita dal punto esclamativo, che può però essere collocato anche alla fine della frase.

Se l'interiezione o esclamazione è composta da una sola vocale oppure da una consonante, la lettera h va posta dopo la vocale o la consonante (ad esempio, uh!). Se invece è formata da due vocali, la lettera h va collocata in mezzo (ad esempio, ohi!).
Alcune interiezioni come ad esempio ahimè, ohibò, ohimè richiedono l'accento grave (cioè quello che scende dall'alto verso il basso).
In alcuni casi si trovano anche nomi, aggettivi, verbi e avverbi che assumono la funzione di interiezione o esclamazione: nomi: ad esempio, coraggio! animo! accidenti! silenzio! diavolo! guai! peccat…

Le supertizioni degli italiani!

La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale. La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcune frasi o gesti attirerebbero o allontanerebbero la fortuna o la sfortuna.
Un  esempio è l'idea che dicendo qualcosa, questa non accadrà, o potrebbe accadere il contrario di ciò che si è detto.
Per questo motivo ad esempio, in Italia, si augura solitamente il contrario di ciò che si desidera che avvenga. Per esempio, a un cacciatore non si dirà "Buona caccia", ma "In bocca al lupo" parola entrata anche nel linguaggio comune e utilizzato per augurare "buona fortuna" .
Nonostante la cultura moderna condanni a parole la superstizione, molte credenze di questo genere sono estremamente diffuse anche nella società occ…

I nomi composti

Nomi composti sono quei nomi formati dall’unione di due parole.
Il significato del nome composto non è deducibile dai significati delle singole parole che lo compongono.
Ci sono diversi tipi di nome composto: A)    NOME PIÙ NOME (pescecane) B)     AVVERBIO PIÙ NOME (altopiano) C)    NOME PIÙ COMPLEMENTO (capobanda) D)    NOME PIÙ AGGETTIVO (camposanto) E)     AGGETTIVO PIÙ NOME (altopiano) F)     VERBI PIÙ NOME (tostapane) G)    VERBO PIÙ VERBO (saliscendi) H)    AGGETTIVO PIÙ AGGETTIVO (agrodolce) I)       AVVERBIO PIÙ AVVERBIO (pianoforte) L)    AGGETTIVO PIÙ VERBO (belvedere) M)  VERBO PIÙ AVVERBIO (posapiano) N)  AVVERBIO PIÙ VERBO (benestare) O) PREPOSIZIONE PIÙ NOME (soprannome)

Solitamente il plurale dei nomi composti si forma in maniera semplice, cioè come se si trattasse di una parola semplice, ma ci sono molte eccezioni purtroppo che creano non pochi “grattacapi”!
a)I nomi che sono composti da due sostantivi normalmente formano il plurale nel secondo elemento della parola:  cavolfior…