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Frasi fatte!


Espressioni italiane che usano la parola "braccio/braccia":
A braccia:  a forza di braccia.
A braccia conserte:  incrociate sul petto in posizione di riposo.
Accogliere a braccia aperte: in modo accogliente ed affettuoso. Con felicità ed impazienza.
Addormentarsi nelle braccia del Signore: morire.
Allargare le braccia: gesto di chi non può più fare nulla in una determinata situazione. „Che ci posso fare ormai“.
Alzare le braccia: gesto per dichiarare la propria resa
Andare a braccio: parlare in modo spontaneo, senza essersi preparati.
Appoggiarsi sulle braccia di qualcuno: chiedere o ricevere aiuto da qualcuno.
Avere braccio libero: essere liberi di gestire una situazione come meglio si crede.
Avere cento braccia: riuscire a far tutto „ Ho talmente tante cose da fare, che vorrei avere cento braccia“
Avere le braccia legate: non poter fare nulla, gesto per esprimere rassegnazione o impotenza.
Avere le braccia lunghe: avere grande potere e influenza.
Avere qualcosa/qualcuno sulle braccia: essere responsabili, doversi occupare, soprattutto economicamente di qualcuno.
Braccio di ferro: prova di forza in cui due avversari si sforzano di piegare l’uno il braccio dell’altro , „Si sono sfidati a braccio di ferro“.
Cadere in braccio a qualcuno: abbandonarglisi completamente.
Offrire il braccio a qualcuno: offrire aiuto, offrirlo perché si appoggi nel camminare.
Darsi il braccio: aiutarsi l’un l‘altro.
Essere il braccio destro di qualcuno: essere la persona fidata di qualcuno, l’aiutante principale.
Essere in braccio a Morfeo: dormire.
Gettare/Buttare le braccia al collo di qualcuno: abbracciare qualcuno, abbracciare con slancio, con effusione.
Gettarsi nelle braccia di qualcuno: concedersi, anche sotto il piano sentimentale, sessuale.
Il braccio e la mente: la capacità fisica e quella intellettuale, l’esecutore e l’ideatore.
Incrociare le braccia: scioperare, non lavorare.
Prendere braccio: „Era così stanco che non ce la faceva più, così l’ho preso in braccio“.
Sentire/Far cascare le braccia: far perdere d’animo, scoraggiare ogni buona volontà.
Vivere sulle proprie braccia: col frutto del proprio lavoro.

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I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parte logiche di un discorso, di una frase. Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo.
Sono uscita prima questa mattina, eppure, non ho fatto in tempo! Connettivo
La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia:
Preposizioni:Ho pensato di invitarti a pranzo domani.
Congiunzionicome ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché, ecc. :Non ho studiato perché stavo molto male.
Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono.
Verbi : Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme, riassumendo ci siamo divertiti molto!
Alcune espressioni come da un certo punto di vista, in pratica, d’altra parte, in altri termini, per dirla in breve, come si è detto poc…

Esclamazioni e Interiezioni

GRAMMATICHIAMO
LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI

Sono suoni, parole, o gruppi di parole che esprimono sentimenti e sensazioni improvvisi (meraviglia, allegria, dolore, rabbia, sorpresa ecc.). Si tratta di una componente invariabile il cui valore si comprende dal tono della voce e la mimica di chi parla.
L’interiezione è seguita dal punto esclamativo, che può però essere collocato anche alla fine della frase.

Se l'interiezione o esclamazione è composta da una sola vocale oppure da una consonante, la lettera h va posta dopo la vocale o la consonante (ad esempio, uh!). Se invece è formata da due vocali, la lettera h va collocata in mezzo (ad esempio, ohi!).
Alcune interiezioni come ad esempio ahimè, ohibò, ohimè richiedono l'accento grave (cioè quello che scende dall'alto verso il basso).
In alcuni casi si trovano anche nomi, aggettivi, verbi e avverbi che assumono la funzione di interiezione o esclamazione: nomi: ad esempio, coraggio! animo! accidenti! silenzio! diavolo! guai! peccat…

I nomi composti

Nomi composti sono quei nomi formati dall’unione di due parole.
Il significato del nome composto non è deducibile dai significati delle singole parole che lo compongono.
Ci sono diversi tipi di nome composto: A)    NOME PIÙ NOME (pescecane) B)     AVVERBIO PIÙ NOME (altopiano) C)    NOME PIÙ COMPLEMENTO (capobanda) D)    NOME PIÙ AGGETTIVO (camposanto) E)     AGGETTIVO PIÙ NOME (altopiano) F)     VERBI PIÙ NOME (tostapane) G)    VERBO PIÙ VERBO (saliscendi) H)    AGGETTIVO PIÙ AGGETTIVO (agrodolce) I)       AVVERBIO PIÙ AVVERBIO (pianoforte) L)    AGGETTIVO PIÙ VERBO (belvedere) M)  VERBO PIÙ AVVERBIO (posapiano) N)  AVVERBIO PIÙ VERBO (benestare) O) PREPOSIZIONE PIÙ NOME (soprannome)

Solitamente il plurale dei nomi composti si forma in maniera semplice, cioè come se si trattasse di una parola semplice, ma ci sono molte eccezioni purtroppo che creano non pochi “grattacapi”!
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Le supertizioni degli italiani!

La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale. La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcune frasi o gesti attirerebbero o allontanerebbero la fortuna o la sfortuna.
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