La punteggiatura nella lingua italiana.

Imparare una lingua straniera non è un’impresa facile. Tra le abilità
linguistiche ( ossia parlare, leggere, comprendere e scrivere) lo scrivere è molto spesso quella che crea maggiori difficoltà.
Anche se oggi i nuovi mezzi di comunicazione sembrano ridurre la scrittura ad un “balbettio su carta”, resta il fatto che per scrivere “bene”, bisogna osservare delle regole ben precise.

Oggi parliamo della punteggiatura nella lingua italiana, ossia di quei segni che servono per creare pause, sottolineare, separare, accentare e introdurre i diversi pensieri contenuti nelle frasi.

La virgola   ,
Serve a inserire una pausa al ritmo della frase.
Non dev’essere messa tra soggetto e verbo o tra verbo e complemento, tra il nome e il suo aggettivo.
Normalmente, non si usa prima della congiunzione e, prima di eccetera e tra due frasi unite dalle congiunzioni né e o.
Esprime una pausa breve e divide le frasi di un periodo.
Separa parole o gruppi di parole all’interno di una frase.
Viene usata subito dopo un vocativo.
Viene usata per delimitare un inciso (ossia una frase che si inserisce in un contesto ma resta indipendente.
Ti prego, vieni con me?
Ti porterò vunque vuoi: al mare, in montagna, al lago, in città!

Il punto   .
Il punto fermo è insieme alla virgola il segno di punteggiatura più usato.
 Serve a chiudere le frasi affermative e indica una pausa marcata.
Il punto deve essere seguito dalla lettera maiuscola e se nella frase successiva si cambia argomento, bisogna andare a capo.
Chiude le frasi affermative.
Non ne posso più, vado a letto.
Viene usato nelle sigle.
N.A.T.O.
Viene usato nelle abbreviazioni.
Prof. /Dott. / Ing.
 Viene usato  con i numeri cardinali oltre il mille, per separare tra loro le migliaia.
10.000


I due punti   :
I due punti sono un segno di punteggiatura che si può usare una sola volta per frase.
Introducono una pausa intermedia tra quella del punto fermo e quella della virgola ed esattamente identica all'intervallo associato al punto e virgola.
La funzione fondamentale dei due punti è esplicativa, la frase che introducono serve a chiarire il significato della proposizione che la precede.
Nell’indicazione numerica delle ore, i due punti separano le ore dai minuti (per esempio, 11:45).
Introducono un discorso diretto.
Luca le disse: “Lasciami perdere!”
Introducono un elenco.
Ho invitato: Caterina, Lucia ed Eugenia.   
In matematica i due punti vengono utilizzati come segno della divisione.
8:2=4


Il punto e virgola   ;
Corrisponde ad una pausa di valore intermedio tra quella più lunga del punto fermo e quella breve della virgola.
Faccio sempre molto sport; negli ultimi tempi mi sento particolarmente in forma.
Il punto e virgola indica la fine del concetto espresso nella frase al cui termine si trova il segno di interpunzione in questione; tale concetto si ricollega alla più grande idea di cui tratta l'intero periodo. Il punto e virgola non indica perciò né la fine dell'idea generale (come farebbe il punto), né la continuazione del concetto minore (che costituisce il ruolo della virgola), ma qualcosa di intermedio tra queste due funzioni.
È un segno di punteggiatura molto utile nelle frasi più complesse infatti viene usato soprattutto fra proposizioni coordinate complesse e fra enumerazioni complesse indicando un'interruzione sul piano formale ma non su quello  dei contenuti.
Il punto esclamativo  !
Si usa per sugellare un’esclamazione, evidenziando meraviglia o più in generale un’emozione forte.
Viene usato dopo le interiezioni e alla fine di frasi che esprimono stupore, meraviglia o sorpresa; segnala una pausa lunga e l'andamento discendente della frase.
Il punto esclamativo richiede una tono di voce ed una pronuncia enfatica.
Anche tu qui! Credevo fossi già partito.
Vattene! Mi sembrava di essere stata chiara, non voglio più vederti.

Il punto interrogativo   ?
Si usa in frasi che contengono una domanda.
Come ti chiami?
Usato alla fine delle interrogative dirette, segnala una pausa lunga e l'andamento intonativo ascendente della frase. Dopo il punto interrogativo, segue la lettera maiuscola.


I tre puntini di sospensione   ...
I tre puntini di sospensione ( e non quattro, cinque o sei) indicano una pausa prima di una frase importante. Possono essere messi all’inizio della frase (separati da uno spazio dalla parola successiva) o alla sua fine (attaccati all’ultima parola e senza punto finale).
Indicano una sospensione, qualcosa che non si può o non si vuole dire. Si tratta di un segno di pausa e quindi nella lettura corrisponde a un intervallo fonetico paragonabile a quello di una virgola.

Hanno vari utilizzi:
Indicano una "sospensione" nel discorso (da cui il nome), una frase non conclusa, un'esitazione o un accenno lasciato volutamente indefinito.
Andiamo a cena, beviamo qualcosa, facciamo una passeggiata, ci teniamo per mano e poi…
Non so come dirtelo…non ti amo più!

Segnalano anche la "sospensione" di una parola che pronunciata per esteso risulterebbe volgare, di turpiloquio o una imprecazione.
Ma vaff… ti avevo persino comprato l’anello!

Inseriti tra parentesi quadre ([…]) servono ad  indicare in una citazione la deliberata omissione di una parte di testo originale o una lacuna nel testo conservato.

In messaggistica (sms, chat, commenti sui social network, ... ) indicano silenzio dovuto a disaccordo, disapprovazione o confusione.


Le lineette o trattino  -
Il trattino può essere di due tipi: lungo si usa al posto delle virgolette dopo i due punti per introdurre un discorso diretto o, in alternativa a virgole e parentesi tonde, si può usare in un inciso; breve serve invece a segnalare un legame tra parole o parti di parole e compare infatti per segnalare che una parola si spezza per andare a capo, può indicare anche una relazione tra due termini, o l’unione di una  coppia di aggettivi (un trattato politico-commerciale), di sostantivi (la legge-truffa), di nomi propri (l'asse Roma-Berlino) e in parole composte (moto-raduno, socio-linguistica) in cui ultimamente però c’è la tendenza ad usare la grafia unita.
Non le voglio parlare – ha detto Luca - e poi se ne è andato via. 


Le virgolette   " "   « »   ' '
 Le virgolette possono essere alte (" "), basse o sergenti (« »), semplici o apici (' ').
Alte e basse si usano indifferentemente aprire e chiudere un discorso diretto o per le citazioni. Possono anche essere usate per prendere le distanze dalle parole che si stanno usando (e nel parlato si dice infatti «tra virgolette»).
Possono venire sostituite dal corsivo, che si usa per parole straniere o dialettali usate in un testo italiano e in citazioni brevi.
Le virgolette semplici si adoperano più raramente soprattutto per indicare il significato di una parola o di una frase.
Si incontrarono nuovamente dopo molti anni, lui la guardò e le disse: ”Speravo di non rivederti più!” 
Un inciso molto interessante tratto dal sito del Corrieredelle Sera:

“Con le virgolette s’intrecciano altri problemi di punteggiatura. In particolare: premesso che prima delle virgolette di solito ci sono i due punti (vedi) e che la lettera iniziale del discorso è maiuscola (vedi maiuscole e minuscole), la questione è come regolarci con la punteggiatura che chiude. Norma abituale è mettere il punto finale fuori dalle virgolette. Ma se il discorso riportato termina con un punto esclamativo (vedi) o un punto interrogativo (vedi), essi vanno posti dentro le virgolette finali. Dopo di che, c’è chi mette ancora un punto conclusivo e chi non lo ritiene necessario. Per intenderci:
Il terribile guerriero disse: “Domani combatterò”.
Il terribile guerriero disse: “Vi sterminerò!”
Nel secondo esempio c’è chi aggiunge un punto finale: “Vi sterminerò!”.
È chiaro che non stiamo parlando di leggi ma di usi. E gli usi sono sempre in evoluzione, soggetti al gusto, alla sensibilità. Naturalmente alle virgolette di apertura segue immediatamente la prima lettera della parola che inizia il discorso, senza lasciare spazi, mentre l’ultima lettera è seguita dalle virgolette chiuse, anche qui senza spazi. Esempio: ... ed egli disse: “Io ci sto”. Non ... ed egli disse: “ Io ci sto ”. “

Le parentesi tonde   ()
Si usano per gli racchiudere gli incisi, le spiegazioni o quelle osservazioni che interrompono il discorso, aggiungendo informazioni alla frase, sono in concorrenza con virgole e trattino lungo.
Sono una persona corretta (se mi lasciano tranquillo), non do fastidio a nessuno. 


La sbarretta   /

La sbarretta serve a indicare l'alternativa tra due possibilità (scelga il mare e/o la montagna) e nelle date è usata al posto del trattino.
Non richiede spazi prima e dopo di sé, ma, se le esigenze grafiche lo richiedono, si può farla precedere o seguire da uno spazio.


Tutte queste belle regolette, credetemi, non sono inutili, guardate un po’ negli esempi qui sotto, quale differenza può fare la punteggiatura!

Vado a mangiare nonna!
Vado a mangiare, nonna.

Sono vivo e vegeto.
Sono vivo. E vegeto.

Una donna, senza l’uomo, è nulla.
Una donna: senza, l’uomo è nulla!

Ieri, dopo aver visto un film con Valeria Marini, sono andato a letto.
Ieri, dopo aver visto un film, con Valeria Marini sono andato a letto.

Ida, non è impazzita Sita.
Ida non è impazzita, Sita.

Mentre il nonno cucina, la gatta passeggia sul terrazzo.
Mentre il nonno cucina la gatta, passeggia sul terrazzo.


Quando la mamma cucina, il pesce ascolta la radio.
Quando la mamma cucina il pesce, ascolta la radio.

Si prega di chiudere le porte senza sbattere l’amministratore.
Si prega di chiudere le porte senza sbattere. L’amministratore.

Mentre il cuoco cucina il gatto, si lecca i baffi.
Mentre il cuoco cucina, il gatto si lecca i baffi.

Mentre i cani mangiano Francesco e Giovanna, nuotano nel lago.
Mentre i cani mangiano, Francesco e Giovanna nuotano nel lago.

Mi piacciono i dolci bambini, ne volete un po’?
Mi piacciono i dolci, bambini ne volete un po’?


Mentre io cavalcavo tua Madre, giocava a Briscola con tuo Zio.
Mentre io cavalcavo, tua Madre giocava a Briscola con tuo Zio.



Mentre la mamma cucinava il cane, abbaiò di fronte alla porta.
Mentre la mamma cucinava, il cane abbaiò di fronte alla porta.

Dal cielo pioveva merda, disse il conte.
Dal cielo pioveva, “Merda!”, disse il conte.


Mentre il nonno bruciava, la legna sorrideva.
Mentre il nonno bruciava la legna, sorrideva.


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