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Da, dà e da'. Grammatica italiana in pillole - Errori comuni.

Da, Dà o Da’💓🇮🇹💓
🔦Dipende!🔦
Sono tre omonimi che nel linguaggio scritto vengono distinti grazie all’uso di un accento e di un apostrofo. Gli omonimi sono parole che hanno la stessa forma ma significati diversi, in virtù della diversa etimologia, cioè una diversa origine.
Da senza alcun altro segno grafico rappresenta la preposizione semplice. Il treno in arrivo da Venezia è in partenza dal binario due.
Vivo a Vicenza da due anni.
Verrò da te questa sera, aspettami! Da’, con apostrofo, è la seconda persona dell’imperativo del verbo dare (troncamento di dai tu)
Da’ una mano a tua madre o vedi cosa ti succede.
Da’ una seconda possibilità a chi ha sbagliato una sola volta! NB. Al posto della forma Da’ col troncamento è corretto usare anche la forma DAI!
L’apostrofo, infatti, ci indica che è caduta, ossia è stata troncata, la vocale finale della parola. Dà, con l’accento grave, è la terza persona dell’indicativo presente del verbo dare.
Se non me la dà lui una mano, chi me la dà?
Quella non t…

La storia del melo e della mela, del pero e della pera e del fico e della fica!


La lingua italiana è una lingua meravigliosa, dolcissima musicale, ricca di colore e divertente, ma anche difficile e piena di tranelli ed eccezioni.
Fatta la regola, trovato l’inganno si potrebbe dire; un buon insegnante sa guidarvi nelle rapide linguistiche, spiegandovi il percorso più sicuro per imparare “la strada” giusta e facendovi divertire con un po’ di “rafting” attraverso i tranelli più comuni.

Non mi credete? E allora giochiamo un po’ con i nomi degli alberi e dei frutti e vediamo cosa ne viene fuori.

Il nome di moltissimi alberi in particolare quelli da frutta è maschile e termina in –o, per contro il nome dei frutti che crescono su tali alberi va al femminile e termina in –a.

                                      












MA




 




 Esistono molte eccezioni, come ad esempio: la vite, la quercia, la palma, oppure  il fico, il limone, il cedro, il lampone, l'ananas, il mirtillo e il ribes che sono maschili e denotano tanto l'albero quanto il frutto.
In particolare:
 guai a fare l’errore di uscirsene con frasi come : “La fica che mi hai offerto ieri era veramente squisita” o “Passami la fica per favore”!  
Suscitereste una gran risata e sapete perché?

Fica o figa sono termini volgari della lingua italiana di uso comune impiegati per indicare una parte dell'apparato genitale femminile, ossia la vulva e, per estensione, anche la stessa vagina.
Il termine viene dal tardo latino in cui fica significava proprio "frutto del fico", ma già da allora richiamandosi al significato graco del termine la parola aveva cominciato ad avere un significato “osceno” e così il nome del frutto dell’albero del fico fu reso col maschile, contrariamente a quella che è la regola in italiano (mela frutto del melo, pera frutto del pero ecc.).
Nei dialetti e nelle lingue in cui fica non ha assunto il senso primario di "vulva", il frutto è rimasto al femminile (ad esempio francese la figue, nel napoletano, nel genovese, nel dialetto reggino e nel salentino fica o figa). In tali linguaggi il significato osceno è espresso da altri termini.

E il termine fica allora, alla fine dove si ritrova? 
In moltissime espressioni, più o meno volgari di uso comune:

È proprio una gran fica! = fica indica una donna molto bella e sessualmente attraente
Figo= lo stesso termine viene usato anche per indicare un uomo molto attraente….”Marco è troppo figo! Mi piace un casino.”
Strafiga o figona= sono degli accrescitivi
Fighetto o addirittura fighetta = significa damerino, ragazzo dai modi e dall'abbigliamento marcatamente curati allo scopo di piacere, ha una connotazione ironica o spregiativa
Fighissimo= La tua auto è fighissima! In questo caso il termine è sinonimo di bellissimo, forte, che piace molto
Figo! = È un’esclamazione con cui si intende apprezzare un fatto appena accaduto o sentito o un oggetto appena visto o di cui si è appena sentito parlare
Figata =cosa figa o bella trovata
Figoso =che rende fighi o che è figo…..”Quel giubbetto è proprio figosissimo”
Bella Figheira = è stato un personaggio interpretato da Anna Marchesini nella parodia de I promessi sposi fatta insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi.

Un termine derivato che ormai ha perso la sua carica volgare diventando un’espressione comune a persone di tutte le età è:
Sfiga= sfortuna, iella.
La esse iniziale ha un ruolo privativo (sfiga vuol dire letteralmente mancanza di figa) e sottolinea l’accezione positiva del termine base che richiama i concetti di abbondanza, fertilità e fortuna (con l'implicita deduzione che chi non ha un partner femminile è una persona sfortunata, sfigata).

Spostandoci su un altro frutto (il pero-la pera), vi sconsiglio anche di uscirvene con frasi come :
“Questa mattina mi sono fatto una bella pera” o “Prenditi una pera che poi ti senti meglio”!

Farsi una pera=drogarsi, con un'iniezione o comunque con una robusta dose di stupefacenti - anche in senso figurato

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I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parte logiche di un discorso, di una frase. Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo.
Sono uscita prima questa mattina, eppure, non ho fatto in tempo! Connettivo
La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia:
Preposizioni:Ho pensato di invitarti a pranzo domani.
Congiunzionicome ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché, ecc. :Non ho studiato perché stavo molto male.
Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono.
Verbi : Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme, riassumendo ci siamo divertiti molto!
Alcune espressioni come da un certo punto di vista, in pratica, d’altra parte, in altri termini, per dirla in breve, come si è detto poc…

Esclamazioni e Interiezioni

GRAMMATICHIAMO LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI





Sono suoni, parole, o gruppi di parole che esprimono sentimenti e sensazioni improvvisi (meraviglia, allegria, dolore, rabbia, sorpresa ecc.). Si tratta di una componente invariabile il cui valore si comprende dal tono della voce e la mimica di chi parla.
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Se l'interiezione o esclamazione è composta da una sola vocale oppure da una consonante, la lettera h va posta dopo la vocale o la consonante (ad esempio, uh!). Se invece è formata da due vocali, la lettera h va collocata in mezzo (ad esempio, ohi!).
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I nomi composti

Nomi composti sono quei nomi formati dall’unione di due parole.
Il significato del nome composto non è deducibile dai significati delle singole parole che lo compongono.
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Solitamente il plurale dei nomi composti si forma in maniera semplice, cioè come se si trattasse di una parola semplice, ma ci sono molte eccezioni purtroppo che creano non pochi “grattacapi”!
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Gli errori più comuni nella lingua italiana. AIUTO COME SI SCRIVE!

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Dipende! Ce è una particella pronominale, inclusa in verbi pronominali come ad esempio “avercela”:
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2.Da, Dà o Da’ Anche qui dipende! Da, semplice semplice, è la preposizione. Vengo da Vicenza e tu?  Il dà accentato è la forma della terza persona singolare del verbo dare.
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3.Di, Dì o Di’ Dipende…da che dipende… Di= preposizione semplice. Quel mobile è fatto di legno Dì= un sostantivo sinonimo di giorno. Prenda la medicina tre volte al dì! Di’= forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dire.
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LE PREPOSIZIONI DI LUOGO NELLA LINGUA ITALIANA

Qualche regoletta

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TRIPPA, POPPA E LAMPREDOTTO

La nobiltà si sa, un po‘ di puzza sotto il naso ce l’ha!
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