Passa ai contenuti principali

Proverbi italiani!

SCARPA
Non esiste bella scarpa che non diventi una ciabatta=la bellezza svanisce
Ogni bella scarpa prima o poi diventerà uno scarpone malridotto
Il calzolaio non giudichi oltre la scarpa=ognuno faccia il suo mestiere
Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo
I parenti sono come le scarpe, più strette ti vanno più male ti fanno=indica quanto pericolosi possono essere i parenti impiccioni e intriganti
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
Contadino (e montanino) scarpe grosse e cervello fino=proverbio usato per indicare che l’apparenza rude e gli scarponi poco eleganti dei montanari e dei campagnoli spesso celano buon senso e furberia
Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe
Solo chi ha le scarpe ai piedi sa dov’è che fanno male

Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte
A marzo chi non ha scarpe va scalzo, d'aprile chi ne ha sta bene
Chi ha un paio di scarpe nuove, le mostra volentieri
Non tutti i piedi stanno bene in una scarpa
Piedi p…

Creamy


L'incantevole Creamy
Yu dolce amica mia e' bello che tu sia
vivace svelta e carina come me
poi con la fantasia e un tocco di magia
Yu ora non c'e' piu' e invece Creamy ci sei tu

pari-pam-pum, eccomi qua
pari-pam-pum, ma chi lo sa
se babbo, mamma e Toshio
lo san che Yu son proprio io
pari-pam-pum spesso lo sai
pari-pam-pum combino guai
ma Posi e Nega in coppia son qua
e il guaio presto sparira'

poi Creamy quando vuoi tornare Yu tu puoi
pensarlo bastera' e subito accadra'
ma questa tua magia Yu, Creamy amica mia
un anno durera' poi Creamy forse svanira'

pari-pam-pum, eccomi qua
pari-pam-pum, ma chi lo sa
se babbo, mamma e Toshio
lo san che Yu son proprio io
pari-pam-pum spesso lo sai
pari-pam-pum combino guai
ma Posi e Nega in coppia son qua
e il guaio presto sparira'

pari-pam-pum, eccomi qua
pari-pam-pum, ma chi lo sa
se babbo, mamma e Toshio
lo san che Yu son proprio io
pari-pam-pum spesso lo sai
pari-pam-pum combino guai
ma Posi e Nega in coppia son qua
e il guaio presto
pari-pam-pum, pari-pa-pum, pari-pam-pum
ed eccomi qua!

Tokyo - 1 luglio 1983, quartiere di Kurimigaoka. Yū Morisawa, bambina vivace, fantasiosa e piena di sogni, grazie a queste sue qualità riesce a scorgere nel cielo un'arca di cristallo, che pochissime altre persone al mondo sembrano riuscire a vedere. Il folletto Pinopino, proveniente dal pianeta Stella Piumata, per ringraziare Yū di aver liberato l'arca da una tempesta di sogni, le dona un medaglione magico (a forma di portacipria) che le consentirà di avere poteri fantastici. Questo regalo, l'avverte Pinopino, dovrà essere restituito dopo un anno. Lo strano esserino lascia sulla Terra anche due creature della Stella Piumata, Posi e Nega, dalle sembianze di due piccoli gattini, che veglieranno su Yū e l'aiuteranno ad usare i suoi nuovi poteri.
La sera stessa Yū prova ad usare i poteri dello strano medaglione dal quale, seguendo le indicazioni di Posi e Nega, estrae una bacchetta con cui, tramite la formula «pampulu-pimpulu-parim-pampùm, pimpulu-pampulu-parim-pampùm», si ritrova trasformata in una bellissima ragazza di 16 anni che, per una serie di vicissitudini, chiamerà Creamy Mami in omaggio al negozio di crêpe dei genitori, il Creamy crêpe.
Il giorno seguente, uscita di casa molto presto e trasformatasi nella bella adolescente, la ragazzina si imbatte casualmente sulla strada del produttore discografico Shingo Tachibana (Jingle Pentagramma in Italia) che, rimasto folgorato dalla splendida ragazza, la trascina all'interno di un programma televisivo per cantare in sostituzione della cantante Megumi Ayase (Duenote Ayase) in ritardo sulla scaletta. È qui che Yū, costretta a scegliersi un nome, opterà per Creamy . L'esibizione si rivela subito un successo e Yū, seppur non interessata affatto ad essere una celebrità, di fronte alle soffocanti preghiere del produttore, finirà per diventare esattamente quello che Tachibana aveva in mente: un’icona della canzone pop giapponese sotto le vesti di Creamy.
Yū inizia così una vera e propria doppia vita complicata dal fatto che, pena la perdita immediata dei poteri, non può rivelare a nessuno la sua doppia identità. È così costretta a mentire ai suoi genitori, Tetsuo (Filippo) e Natsume (Candida), e ai suoi amici tra cui Toshio, il ragazzo di cui è invaghita da sempre e che paradossalmente diventerà il fan numero uno della 'dolcissima Creamy.
La vicenda va avanti con un ritmo incalzante fino ad arrivare alla vigilia di Natale quando, durante la partecipazione di Creamy al "NPB pops Festival" (il festival della canzone), Toshio assiste involontariamente alla trasformazione di Yū in Creamy: Pinopino non aveva mentito e la bacchetta magica perde completamente i suoi poteri. La ragazza, pur riuscendo a vincere un premio speciale della giuria, è angosciata per non poter più tornare ad essere Yū e aver modo di ritornare a casa. Toshio, sconvolto a sua volta per ciò che ha visto si mette alla ricerca dell'amica riuscendo a raggiungerla. Posi e Nega nel frattempo tentano di mettersi in contatto con Pinopino facendo in modo che il "custode dell'arca" torni nei cieli di Tokyo per prelevare i due ragazzi da terra; il folletto spiega a Toshio che scoprendo il segreto di Creamy ha acquisito automaticamente la possibilità di esprimere un desiderio: Toshio accetta così di far tornare Creamy la Yū di sempre. Apparentemente la carriera della misteriosa cantante sembra così concludersi, fino a quando, il primo giorno del nuovo anno, Yū e Toshio vengono trasportati sulla Stella Piumata attraverso il medaglione magico che crea un varco interdimensionale tramite una pozzanghera. Pinopino comunica segretamente al ragazzo il suo intento di ridare a Yū i poteri magici a condizione che egli accetti di cancellare dalla sua mente il ricordo che Yū e Mami sono la stessa persona. Toshio acconsente alla rimozione di quella parte della sua memoria e Yū riacquista una nuova bacchetta (a forma di stella cadente) attraverso una vera e propria avventura fantasy. Il primo gennaio Creamy riappare così al suo pubblico ricominciando a lavorare freneticamente fino a girare due film ed incontrando sulla sua strada nuovi intriganti personaggi.
Giunti vicini alla fine dell'anno concesso da Pinopino, Yū viene informata da Posi e Nega che Creamy scomparirà esattamente la sera del 30 giugno iniziando così a faticare nel destreggiarsi a declinare gli impegni a lungo termine che Tachibana vuole fissare per lei. Creamy riesce tuttavia a ottenere che il grande concerto per il suo primo anno di carriera venga fissato per il 29 giugno e precisamente proprio nel grande ippodromo centrale dove la bambina aveva ricevuto i poteri magici. Giunti al fatidico giorno, Creamy canta tutte le sue canzoni dando il meglio di sé e proponendo, ad uno stadio gremito di persone, uno spettacolo fantastico. Ad una sola canzone mancante al termine della sua esibizione però, Pinopino richiama la ragazza sull'arca per riavere il medaglione, in quanto Toshio, nel frattempo, è riuscito a recuperare la memoria. Solo grazie alle pressanti richieste di Posi e Nega, ma soprattutto del pubblico reclamante la sua Idol nonostante una pioggia battente, Pinopino acconsente di far cantare a Creamy la sua ultima canzone. Accompagnata da meravigliosi effetti magico-speciali creati dalla stessa arca, ma che la gente pensa siano opera della stessa regia, la magica ragazza canta la canzone del suo debutto terminando la performance con un congedo di addio al suo pubblico, sotto gli occhi esterrefatti del produttore Tachibana, il manager Kidokoro e dell'intero staff ignari del perché di quel saluto. Dopo aver detto ancora una volta a tutti grazie, Creamy scompare in un arcobaleno di luci, lasciando un indelebile ricordo e una malinconia immensa. La serie animata si chiude con l'immagine di Yū e Toshio che, dopo aver visto ripartire l'arca, se ne vanno allontanandosi sotto la pioggia insieme.
(Riassunto tratto da Wikipedia)

Commenti

I nostri post più amati

I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parte logiche di un discorso, di una frase. Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo.
Sono uscita prima questa mattina, eppure, non ho fatto in tempo! Connettivo
La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia:
Preposizioni:Ho pensato di invitarti a pranzo domani.
Congiunzionicome ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché, ecc. :Non ho studiato perché stavo molto male.
Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono.
Verbi : Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme, riassumendo ci siamo divertiti molto!
Alcune espressioni come da un certo punto di vista, in pratica, d’altra parte, in altri termini, per dirla in breve, come si è detto poc…

Esclamazioni e Interiezioni

GRAMMATICHIAMO
LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI

Sono suoni, parole, o gruppi di parole che esprimono sentimenti e sensazioni improvvisi (meraviglia, allegria, dolore, rabbia, sorpresa ecc.). Si tratta di una componente invariabile il cui valore si comprende dal tono della voce e la mimica di chi parla.
L’interiezione è seguita dal punto esclamativo, che può però essere collocato anche alla fine della frase.

Se l'interiezione o esclamazione è composta da una sola vocale oppure da una consonante, la lettera h va posta dopo la vocale o la consonante (ad esempio, uh!). Se invece è formata da due vocali, la lettera h va collocata in mezzo (ad esempio, ohi!).
Alcune interiezioni come ad esempio ahimè, ohibò, ohimè richiedono l'accento grave (cioè quello che scende dall'alto verso il basso).
In alcuni casi si trovano anche nomi, aggettivi, verbi e avverbi che assumono la funzione di interiezione o esclamazione: nomi: ad esempio, coraggio! animo! accidenti! silenzio! diavolo! guai! peccat…

I nomi composti

Nomi composti sono quei nomi formati dall’unione di due parole.
Il significato del nome composto non è deducibile dai significati delle singole parole che lo compongono.
Ci sono diversi tipi di nome composto: A)    NOME PIÙ NOME (pescecane) B)     AVVERBIO PIÙ NOME (altopiano) C)    NOME PIÙ COMPLEMENTO (capobanda) D)    NOME PIÙ AGGETTIVO (camposanto) E)     AGGETTIVO PIÙ NOME (altopiano) F)     VERBI PIÙ NOME (tostapane) G)    VERBO PIÙ VERBO (saliscendi) H)    AGGETTIVO PIÙ AGGETTIVO (agrodolce) I)       AVVERBIO PIÙ AVVERBIO (pianoforte) L)    AGGETTIVO PIÙ VERBO (belvedere) M)  VERBO PIÙ AVVERBIO (posapiano) N)  AVVERBIO PIÙ VERBO (benestare) O) PREPOSIZIONE PIÙ NOME (soprannome)

Solitamente il plurale dei nomi composti si forma in maniera semplice, cioè come se si trattasse di una parola semplice, ma ci sono molte eccezioni purtroppo che creano non pochi “grattacapi”!
a)I nomi che sono composti da due sostantivi normalmente formano il plurale nel secondo elemento della parola:  cavolfior…

Gli errori più comuni nella lingua italiana. AIUTO COME SI SCRIVE!

1.Ce o C’è
Dipende! Ce è una particella pronominale, inclusa in verbi pronominali come ad esempio “avercela”:
 Si vede benissimo che ce l’hai a morte con lui. C’è è la contrazione ci è= esserci essere presente (nella forma singolare). Tra me e te c’è una bella differenza!
2.Da, Dà o Da’ Anche qui dipende! Da, semplice semplice, è la preposizione. Vengo da Vicenza e tu?  Il dà accentato è la forma della terza persona singolare del verbo dare.
Mamma te le dà, se non la smetti! Il da’ con l’apostrofo è la forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dare. Da’ una mano a tuo fratello!
3.Di, Dì o Di’ Dipende…da che dipende… Di= preposizione semplice. Quel mobile è fatto di legno Dì= un sostantivo sinonimo di giorno. Prenda la medicina tre volte al dì! Di’= forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dire.
Di' subito a mamma la verità, mascalzone!
4.E o ed? A o ad? La cosiddetta D eufonica (cioè dal bel suono) va aggiunta nel caso la parola successiva inizi con la…

Le supertizioni degli italiani!

La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale. La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcune frasi o gesti attirerebbero o allontanerebbero la fortuna o la sfortuna.
Un  esempio è l'idea che dicendo qualcosa, questa non accadrà, o potrebbe accadere il contrario di ciò che si è detto.
Per questo motivo ad esempio, in Italia, si augura solitamente il contrario di ciò che si desidera che avvenga. Per esempio, a un cacciatore non si dirà "Buona caccia", ma "In bocca al lupo" parola entrata anche nel linguaggio comune e utilizzato per augurare "buona fortuna" .
Nonostante la cultura moderna condanni a parole la superstizione, molte credenze di questo genere sono estremamente diffuse anche nella società occ…

TRIPPA, POPPA E LAMPREDOTTO

La nobiltà si sa, un po‘ di puzza sotto il naso ce l’ha!
In molti degli antichi nobili regni italici non tutte le parti dell’animale venivano considerate degne di imbandire le reali tavole, le interiora ad esempio venivano considerate insieme al piede e al muso del maiale degli scarti che offendevano il buon gusto dei sovrani. La servitù e il popolino al contrario presi com’erano dalla semplice necessità di sopravvivere erano molto meno schizzinosi; ligi al principio per cui “non si butta via nulla” impararono a cucinare al meglio anche questi scarti.
Alcune storie narrano che a Napoli le donne dei quartieri popolari scendevano verso il palazzo reale e aspettavano fuori dalle cucine gli scarti della lavorazione degli animali, per poi litigarseli a gran voce; queste donne prendevano l’appellativo di zandraglie perché pur di avere la parte migliore e più cospicua del bottino si picchiavano, accapigliavano e gridavano contro.  Tutt’oggi a Napoli dire ad una donna “sei proprio una zandraglia