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Da, dà e da'. Grammatica italiana in pillole - Errori comuni.

Da, Dà o Da’💓🇮🇹💓
🔦Dipende!🔦
Sono tre omonimi che nel linguaggio scritto vengono distinti grazie all’uso di un accento e di un apostrofo. Gli omonimi sono parole che hanno la stessa forma ma significati diversi, in virtù della diversa etimologia, cioè una diversa origine.
Da senza alcun altro segno grafico rappresenta la preposizione semplice. Il treno in arrivo da Venezia è in partenza dal binario due.
Vivo a Vicenza da due anni.
Verrò da te questa sera, aspettami! Da’, con apostrofo, è la seconda persona dell’imperativo del verbo dare (troncamento di dai tu)
Da’ una mano a tua madre o vedi cosa ti succede.
Da’ una seconda possibilità a chi ha sbagliato una sola volta! NB. Al posto della forma Da’ col troncamento è corretto usare anche la forma DAI!
L’apostrofo, infatti, ci indica che è caduta, ossia è stata troncata, la vocale finale della parola. Dà, con l’accento grave, è la terza persona dell’indicativo presente del verbo dare.
Se non me la dà lui una mano, chi me la dà?
Quella non t…

IL CASTELLO DI FOSDINOVO UN B&B DA PAURA



Castello dei Malaspina

Massa Carrara
Via Papiriana, 2
Fosdinovo
54035 Massa-Carrara
info@castellodifosdinovo.it

Il Castello Malaspina di Fosdinovo, risalente alla seconda metà del XII secolo, si erge a nord della Toscana tra le Alpi Apuane e la costa del Mar Tirreno (Lerici, Cinque Terre, Versilia).
Il Castello oggi è un museo, un centro culturale dedicato alla produzione e alla diffusione delle arti contemporanee, una residenza per artisti e scrittori ed ospita al suo interno anche un piccolo bed and breakfast accogliente e suggestivo.

Nelle stanze più belle del castello si trova il B&B gestito dalla famiglia Malaspina.

Questo B&B è veramente bellissimo e inserito in una cornice stucchevole; non si tratta però del solito posto in cui passare la notte…al Castello di Fosdinovo, vi attendono delle ore indimenticabili, in tutti i sensi!

Se siete amanti del mistero, delle leggende e dei fantasmi…venite a passare una notte dai Malaspina, vi assicuro che l’atmosfera incredibile di queste mura intrise di storia e avvenimenti, vi trascinerà indietro con gli anni fino ai tempi in cui…
LA LEGGENDA

Il castello vive ed è famoso, oltre che per i suoi splendori architettonici e paesaggistici, anche delle sue famigerate leggende, leggende da brivido, credetemi.
La più famosa è sicuramente quella che riguarda la giovane e bellisima Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina ed Oliva Grimaldi.
La splendida ragazza si era perdutamente innamorata di un giovane stalliere che voleva sposare a tutti i costi.
 I genitori, contrari a quell’amore infamante per il buon nome dell’intera famiglia, avevano minacciato la poveretta di rinchiuderla a pane ed acqua nelle segrete del Castello se non avesse smesso di vedere il ragazzo.
Ma Bianca aveva un carattere forte e risoluto, affatto impaurita da quelle minacce, non aveva desistito dai propri propositi d’amore.
 Quell’atteggiamento ribelle aveva costretto i genitori a prendere una decisione drastica e crudele.
 E fu così che lo stalliere venne allontanato dal paese e la giovane rinchiusa in un vicino

convento.
Non per questo volle prendere i voti né rinunciare al suo sogno romantico, ma l’amore di Bianca non si spense anzi, la ragazza piangeva e gridava il suo sentimento al mondo.
 Fu allora riportata al castello ma durante uno dei suoi incontri segreti rimane incinta, per la sua famiglia si tratta di un disonore inimmaginabile, e così ella viene rinchiusa nelle prigioni e torturata, ma nulla riesce a farla rinsavire, la sua volontà non fu piegata.
 Solo allora, per evitare occasioni di scandalo, fu murata viva in una cella, insieme ad un cane, simbolo di fedeltà, e ad un cinghiale, emblema della ribellione.
A confermare l’autenticità della storia, accadde che nei recenti scavi effettuati durante i lavori di consolidamento, furono trovati resti di ossa, appartenute molto probabilmente ad una fanciulla e a due animali.
Questa vicenda così violenta e brutale, tuttavia, se pose fine alla vita della giovane Bianca Maria, non bastò a domarne lo spirito guerriero che pare aleggiare ancora per le stanze del castello, nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli posati sulla schiena.
Affascinati ed attratti da questi racconti, esperti ed appassionati dell’occulto e di fenomeni paranormali hanno effettuato, qualche anno addietro, una serie di esperimenti, tutti filmati con cinepresa.
Inquietante è che in uno di questi si è visto, chiaramente, una figura scura, dalle sembianze umane, attraversare la stanza da muro a muro, come fosse sospinta dal vento.



Un’altra delle storie che si raccontano nel Castello riguarda la marchesa Cristina Pallavicini.
Una vita macchiata di sangue e delitti, la sua!
 Il marito Ippolito, infatti, fu vittima e carnefice dei fratelli Pasquale e Ferdinando in un’atroce lotta per il domino del feudo.
Rimase sola molto giovane, tutrice del piccolo Carlo Agostino, suo figlio, e governò su Fosdinovo finché il piccolo non raggiunse la maggiore età.
Della donna si tramanda un’immagine di fascino, lussuria, mistero e morte.
In vita sua ebbe molti amanti, quasi tutti popolani, e la leggenda racconta che la marchesa, per non essere scoperta né tradita, dopo averci trascorso la notte insieme, se ne sbarazzava facendoli precipitare nella botola posta al centro della sua stanza da letto.
Le grida disperate degli sventurati uomini, data la particolare acustica della stanza, ricadevano al centro di essa e non venivano udite al di fuori della porta.
Per questo i delitti, al tempo, non furono mai scoperti.

La stanza in questione è proprio una delle stanze che viene data in affitto nel B&B, trascorrerci una notte romantica aggiungerà sicuramente un “brivido” in più ai vostri ricordi di coppia!

Nella camera, in effetti, è ancora ben visibile la traccia di un’antica botola.
 Sotto di questa da poco è stata scoperta un’altra stanza (soprannominata “camera delle torture”) perfettamente uguale per dimensioni (siamo in una torre) alla prima e dove, verosimilmente, cadevano i corpi dei malcapitati.

In una delle stanze del castello troverete un letto molto particolare, quello in cui morì il marchese Ippolito, stroncato da alcuni problemi cardiaci. La particolarità è che dal momento del decesso, le lenzuola del letto sembrano sopraelevate e se vengono toccate con leggerezza si riesce a sentire una specie di flusso d’aria che ricorda un respiro; i pomelli del letto poi, si dice, conservino gli ultimi battiti cardiaci fibrillanti del marchese…poggiate leggermente le mani su uno di essi e sentirete…

 Oltre a queste, tante altre le inquietanti leggende scritte nelle mura del maniero tra cui il fotografo che immortalò nello specchio della camera ducale la figura di una donna, le immagini impresse nella sala del trono e tante altre.


Vi avevo detto che si trattava di un B&B DA PAURA, fateci un salto e…se tornate, raccontatemi come è andata!

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