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Proverbi italiani!

SCARPA
Non esiste bella scarpa che non diventi una ciabatta=la bellezza svanisce
Ogni bella scarpa prima o poi diventerà uno scarpone malridotto
Il calzolaio non giudichi oltre la scarpa=ognuno faccia il suo mestiere
Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo
I parenti sono come le scarpe, più strette ti vanno più male ti fanno=indica quanto pericolosi possono essere i parenti impiccioni e intriganti
Sopra le scarpe nuove, prima o poi ci piove
Contadino (e montanino) scarpe grosse e cervello fino=proverbio usato per indicare che l’apparenza rude e gli scarponi poco eleganti dei montanari e dei campagnoli spesso celano buon senso e furberia
Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe
Solo chi ha le scarpe ai piedi sa dov’è che fanno male

Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte
A marzo chi non ha scarpe va scalzo, d'aprile chi ne ha sta bene
Chi ha un paio di scarpe nuove, le mostra volentieri
Non tutti i piedi stanno bene in una scarpa
Piedi p…

Folco Quilici - L'Italia Vista dal Cielo: Campania


LA CAMPANIA



Prodotto nel 1971 - Restaurato nel 2005
Un susseguirsi di ambienti naturali e geografici diversi, raccontati dalle riprese di Folco Quilici e descritti dal grande scrittore Michele Prisco.
Un viaggio attraverso la storia della Campania, delle sue civiltà, dei suoi aspetti controversi che la rendono unica e proprio per questo incantevole.
Il filmato di Quilici, le sue descrizioni realistiche ed emozionanti regalano allo spettatore la possibilità di avvicinarsi e di conoscere i numerosi luoghi della regione, le sue molteplici sfumature che si svelano in tutta la loro autentica bellezza.
Dalla città di Sapri prende avvio il viaggio virtuale; da quelle spiagge protagoniste del tragico epilogo dell'impresa insurrezionale di Pisacane e dei suoi compagni che ha reso leggendaria questa costa.
Ampi litorali bruscamente interrotti da fitti boschi verdi, coste rocciose e appuntite che sfumano nella dolcezza di paesaggi fluviali e città moderne confinanti con contrade che conservano lo splendore antico e mitologico.
La contraddizione sembra essere la chiave interpretativa di una terra che, come sintetizza sapientemente lo scrittore Prisco, continua "...a favorire, con la sua permanente contrapposizione, un'abbondante fioritura di luoghi comuni...".
La nitidezza delle sfumature turchesi del "cielo liquido subacqueo" nascondono i segreti di una civiltà, come quella campana, che ha trasformato l'Italia in una perla del Mediterraneo.
"A chi entra in Campania viene incontro un cielo concavo e grande che pare abbracci tutti, uomini e cose e natura " così scrive Prisco e Capo Palinuro, Cuma e il promontorio di Miseno sono solo alcuni dei luoghi che conservano intatto il fascino e il mistero delle antiche popolazioni.
Le rotte percorse dai primi viaggiatori celebri quali Goethe, Stendhal e Chateaubriand, conducono sulle coste delle isole del golfo partenopeo: i faraglioni di Capri, le case bianche di Ischia e il paesaggio isolano meno conosciuto di Procida.
Dopo aver sorvolato quei luoghi dipinti sulle cartoline di tutto il mondo, l'occhio attento del regista coglie gli aspetti più suggestivi della costiera sorrentina, che da Vico Equense si snoda fra distese di ulivi e macchie arancioni di frutteti fino a Sorrento, per raggiungere poi il versante opposto meno borghese e più selvaggio.
Il susseguirsi di immagini mostra Positano e Ravello, che incantano i turisti con scenografie presepiali, Amalfi col suo passato glorioso di Repubblica Marinara e le insenature a strapiombo di Praiano.
Salerno chiude l'itinerario costiero. Il film ora svela un lato più segreto e meno conosciuto, quello della Campania montana.
Risalendo infatti verso il cuore della regione giungiamo in Irpinia, tra le città fondate dai Sanniti e le Forche Caudine dove i romani vennero sconfitti.
Nella Valle del Sabato si rivive la leggenda delle streghe che avvolge tutta la città di Benevento e risalendo il fiume si giunge a Caserta, famosa per la reggia del Vanvitelli.
Toccato il confine settentrionale della Regione si ritorna a Sud per assaporare il distacco tra presente e passato evocato dalle rovine di Paestum.
Lo scorrere delle immagini intreccia secoli di storia e trova la sua sintesi perfetta nelle parole dello scrittore Prisco, che concludono così il viaggio virtuale in una terra ove: "...la vita antica e la vita presente si trovano saldate in un'intimità e continuità tanto profonde

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