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Mettiti i calzini che ti viene un’accidenti!

Qualche giorno fa ho avuto una discussione con un albergatore austriaco; il tema del nostro scambio di idee: i bambini. Dopo avermi informata sulla tendenza attuale (a suo dire) di molti alberghi, a non accettare più bambini piccoli; ha voluto darmi una „chicca“, citandomi uno studio (fatto da chi però non lo sapeva), secondo il quale, i bambini peggiori, secondo i proprietari di alberghi e ristoranti, sarebbero quelli italiani. Se devo essere sincera, non sono rimasta troppo scioccata sul momento, e gli ho detto che non faticavo a credere che ciò fosse vero; gli italiani sanno essere piuttosto „casinisti“, parlano a voce alta e si fanno sicuramente notare per una grande dose di temperamento ed energia, o vogliamo chiamarla felicità di vivere (tutte cose, a mio parere non proprio negative). Il gentil signore invece è convinto che ciò derivi dal fatto che „Gli italiani non hanno regole, i bambini sono terribili e indisciplinati e possono fare tutto ciò che vogliono“. Io mi sono sottra…

Transitivo o intransitivo? Boh!?

Ecco un problema da mal di tesa 


1.    Luigi legge (che cosa)à un libro.
2.   Luigi saluta (chi)à sua sorella che parte.
3.    Luigi saluta (àß).
4.   Luigi àpasseggia
5.   Luigi àdorme

Nelle prime due frasi l’azione (leggere e salutare) descritta dal verbo è affiancata da un complemento che completa la frase dandole un senso compiuto.

L’azione insomma transita, passaà verso un oggetto che la riceve

Nell’esempio 3. Luigi saluta, la frase ha pur se sottointeso un oggetto “complemento” che la completa. È sottointeso e chiaro che Luigi sta salutando qualcuno o qualcosa (a meno che non sia del tutto matto). L’azione di salutare infatti non è pensabile, senza una persona a cui è diretta.

Negli ultimi due esempi le frasi descrivono o un processo-azione, o uno stato che coinvolge solo il soggetto. L’azione resta e si esaurisce sul soggetto, senza estendersi ad un oggetto esterno.
Un verbo che può avere un complemento oggetto (espresso o sottointeso), e che risponde perciò alle domande- CHI? CHE COSA?- viene chiamato TRANSITIVO.
Un verbo che non ammette un complemento oggetto diretto si dice INTRANSITIVO.


E se fosse finita qui…probabilmente sarebbe tutto facile.
MA L’ITALIANO NON È UNA LINGUA FACILE
Così mi tocca dirvi anche che:

1)Alcuni verbi intransitivi possono reggere un complemento diretto, detto "complemento oggetto interno":
Vivere la vita.
Giocare un gioco
Morire la morte del giusto
Piangere lacrime amare
Dormire sonni tranquillià l
Per capirci la parola sonno è strettamente legata al verbo -se dico "sonno" penso istintivamente a "dormire”; come per morire-morte, vivere-vita, piangere e lacrime.
Il complemento in questi casi è "strettamente collegato al verbo sul piano semantico". Questi verbi pur essendo intransitivi possono avere un complemento oggetto ma interno.

2) Esistono diversi verbi che possono essere usati sia transitivamente che intransitivamente, a volte cambiando significato. Ecco alcuni esempi!

Parlo con Pia (parlare sta per articolare suoni, comunicare) intransitivo.
Parlo il tedesco (parlare qui significa conoscere una lingua.

Peso le pesche. Pesare usato transitivamente= calcolare il peso
La valigia pesa. Pesare usato intransitivamente= essere pesante

Il pescatore cala le reti. Calare verbo transitivo= far scendere
Il sole cala sul mare. Calare verbo intransitivo=tramontare
La febbre è calata. Calare verbo intransitivo= scendere

Il medico assiste (assistere=curare) il malato= uso transitivo
Ho assistito (assistere=ero presente) alla tua lezione= uso intransitivo

Il macellaio ha ceduto l’attività (cedere= vendere)= uso transitivo
Non cederò mai (cedere=farsi intimidire da) = uso intransitivo

Conterò il numero dei presenti (contare=stabilire il numero) = uso transitivo
Conta solo sulle sue forze (contare=fare affidamento) = uso intransitivo


Si comportano così i verbi:

Accelerare, accrescere, affievolire, affogare, affondare, agghiacciare, ammutolire, annegare, annerire, ardere, arretrare, arricchire, arrugginire, asfissiare, aumentare, avanzare, azzittire,  bruciare, calare, calzare, cambiare, centuplicare, cessare, cicatrizzare, colare, cominciare, continuare, convenire, correre, crepare ,crescere, declinare, derivare, deviare, diminuire, discendere, evadere, esplodere, fallire, finire, fuggire, gelare, guarire, importare ,ingrassare, invecchiare, mancare, maturare, migliorare, montare, mutare, passare, peggiorare, pesare, resuscitare, rincarare, ringiovanire, salire, saltare, sbarcare, scattare, scendere, schizzare, scorrere, seguire, servire, sfumare, suonare, toccare, trascorrere, variare. 

3) Mentre i verbi intransitivi hanno solo la forma attiva, poiché l'azione compiuta in sé non ricade su un complemento oggetto, cioè non "transita o esce" fuori dal soggetto; i verbi transitivi, invece, possono avere tre forme: attiva, passiva, riflessiva.


INSOMMA : per una regola…cento eccezioni!
 Il mio consiglio…tutte le volte che non siete sicuri, consultate un buon vocabolario. On-line lo trovate qui 

Per altri esempi entrate su questa pagina

Commenti

  1. Grazie a questa pagina finalmente ho capito grazie!

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