Passa ai contenuti principali

Leggiamo un libro muto - Flotsam di David Wiesner

 

‘Flotsam’ è un silent book, ossia un libro muto.


I libri muti detti anche “Silent book” sono privi di parole e testi scritti, la storia viene narrata dalle immagini che compongono il libro.

Con questo capolavoro David Wiesner l’autore ha vinto una delle sue tre Caldecott Medal.

La medaglia Caldecott è un premio letterario consegnato annualmente dalla Association for Library Service to Children (ALSC), una divisione della American Library Association, all'artista che maggiormente si è distinto nel campo dei libri illustrati per bambini pubblicati durante l'anno negli Stati Uniti.



Flotsam, che letteralmente significa Relitti, è un racconto di esplorazione che ci dà la possibilità di lavorare su un ampio vocabolario che ha a che fare con il mare, la spiaggia, l’ambiente marino e i colori che sono vividi e sgargianti nelle immagini con cui Wiesner racconta la sua surreale storia.

LA COPERTINA di colore rosso attrae subito l’attenzione un grande occhio di pesce. Nell’occhio vediamo riflesso un oggetto.



Già nella prima pagina incontriamo il protagonista, un ragazzino biondo che, mentre i genitori leggono, raccoglie tesori sulla spiaggia munito di un secchiello e una piccola vanga. Il ragazzo sembra alla ricerca di qualcosa sulla battigia. Si tratta di un’ampia spiaggia, in lontananza si vedono alcuni uccelli e un gabbiano. Le onde si infrangono creando una schiuma bianca che sembra scivolare sulla sabbia. Il cielo è velato da nuvole bianche. Il ragazzo è vestito con una t-shirt gialla e dei pantaloncini verdi corti.

Ci sembra da subito un ragazzino curioso e intelligente che ama esplorare e conoscere il mondo intorno a lui. Stando attenti alle immagini che lo riguardano vedremo i suoi “strumenti di lavoro” una lente di ingrandimento, un microscopio ben custodito in un sacchetto trasparente, un secchiello, un cannocchiale e uno scrigno da cui sbucano interessanti tesori marini e quello che sembra il tentacolo di un polipo, pale e palette… Vediamo inoltre alghe, pezzi di legno, una stella marina, delle conchiglie, un retino, un boccaglio e in lontananza un castello di sabbia.

I primi animali ad attirare la sua attenzione sono un paguro e un granchio portati a riva sul bagnasciuga da un’onda.

Se all’inizio il racconto sembra quello di una normale giornata in spiaggia la storia prende un’altra piega con l’arrivo di una seconda onda, più grande della prima, che introduce un nuovo elemento, inaspettato e per certi aspetti fantastico, che porterà la storia a dei risvolti imprevedibili.

Un oggetto magico viene spinto a riva dall’acqua increspata del mare: una macchina fotografica subacquea – chiamata “Melville”!


La macchina fotografica sembra essere stata a lungo in acqua (come si vede dalle incrostazioni di balani sulla macchina) e ha sulla sua scatola esterna un polipo disegnato. Il ragazzo incuriosito chiede subito al bagnino se sa di chi sia. Ma nessuno ha una risposta. E la curiosità del ragazzo sale e lo porta ad aprire la macchina scoprendo al suo interno un rullino.

 

Il ragazzo corre in città ed entra in un negozio per far sviluppare il rullino. Resta seduto fuori dal negozio ad aspettare che le fotografie siano pronte. Aspetta un’ora prima di tornare in spiaggia tenendo le fotografie in mano.

Arrivato in spiaggia comincia a guardare le fotografie e sembra non credere ai suoi occhi.

Appare molto sorpreso, anzi “senza parole”. Le osserva con gli occhi sgranati, in quanto le foto descrivono un mondo sottomarino fiabesco, fantastico, popolato da protagonisti quasi surreali.

Dalle foto il ragazzo nota con stupore che il mondo sottomarino è incredibile, esse mostrano infatti che gli abissi sono popolati da un mondo fantastico!

Nella prima immagine si vedono molti pesci, ma uno tra loro appare molto strano e sembra nuotare grazie a degli strani ingranaggi. Il pesce diverso dagli altri ha rotelle dentate, meccanismi meccanici, leve e molle.


La seconda foto ci porta uno strano salotto sottomarino in cui un polipo comodamente seduto su una comoda poltrona legge un libro alla luce di lampade illuminate da pesci lanterna. Sembra raccontare una storia a tre piccoli polipetti accodati su uno sgabello davanti a lui. Mamma polipo seduta su un’altra poltrona guarda nella nostra direzione, forse ci vede? Nel salotto di questa improbabile famiglia c’è anche un grande divano con tanti pesci ordinatamente accomodati.

Ma le fotografie non finisco di stupirci e così vedremo un pesce palla che fa da mongolfiera trasportando un gruppo di pesci in giro per il cielo.

Grandi tartarughe che sul carapace ospitano città in miniatura fatte di conchiglie e abitate da omini verdi minuscoli.

Ci sono persino dei mini-alieni con il loro UFO, intenti a studiare il paesaggio sottomarino e i suoi abitanti; colori sgargianti e scenari incantati che descrivono un mondo curioso e incredibile.

Ad un certo punto però il ragazzino biondo trova tra le foto una che lo attrae in particolare e per vederla meglio prende addirittura la lente d’ingrandimento. La foto ritrae una bambina che tiene in mano la foto di un altro bambino…e questo bambino a sua volta tiene in mano una foto…in un gioco di matrioske che provoca al protagonista una grande curiosità.

Il ragazzo si gratta la testa e decide di aiutarsi con il microscopio, grazie al quale scoprirà una sequenza quasi infinita di giovani volti. Tutti coloro che hanno trovato la macchina si sono fotografati con in mano la foto in primo piano di colui che fatto la medesima scoperta prima di loro.


Questo gioco di specchi o struttura a matrioska ci accompagna in un vero e proprio viaggio nel tempo fino a un’epoca lontanissima in cui le fotografie erano addirittura in bianco e nero per arrivare sino alla prima foto, quella del primo bambino che non teneva nessun’altra foto in mano.

Ma ormai è ora di tornare a casa, la giornata volge al termine, la borsa da mare è preparata, il ragazzo si copre dal freddo con un asciugamano, le sdraio sono state chiuse e anche gli ombrelloni… i genitori richiamano il ragazzo per tornare a casa.

Ma prima di andarsene decide di non interrompere la catena posizionandosi anche lui con l’ultima foto in mano e facendosi immortalare dall’autoscatto per poi rigettare la macchina fotografica in mare dove le onde la ritrascinano verso posti ignoti.

Trasportata dalle correnti, tirata da cavallucci marini, nella bocca di grandi pesci, Melville, andrà dai pinguini e visiterà profonde città sottomarine abitate da tritoni e sirene…fino al suo nuovo approdo su una spiaggia ai piedi di una bambina. E il magico viaggio ha un nuovo inizio…

COMPRA IL LIBRO AL SEGUENTE LINK

https://amzn.to/32QyLi9



IL VOCABOLARIO DELL'ESTATE


TITOLO: FLOTSAM

AUTORE: DAVID WIESNER

EDIZIONI: CLARION BOOKS

COMPRA IL LIBRO: 

Commenti

I nostri post più amati

I CONNETTIVI TESTUALI NELLA LINGUA ITALIANA

  I connettivi in linguistica sono quelle espressioni che servono per unire , legare, le parti logiche di un discorso, di una frase. Sono cioè delle forme invariabili (congiunzioni, locuzioni, ecc.), che funzionano da ponte per unire in modo logico i diversi contenuti di un testo. Sono uscita prima questa mattina, eppure , non ho fatto in tempo!                                                 Connettivo La funzione di connettivo può essere svolta da parole di diversa natura grammaticale ossia: Preposizioni:   Ho pensato di invitarti a pranzo domani. Congiunzioni come ma, però, ciononostante, perciò, finché, che, dunque, perché, se, malgrado che, affinché , ecc. : Non ho studiato perché stavo molto male. Avverbi e le locuzioni avverbiali come così, allora, successivamente, cioè, inoltre ecc.: Penso quindi sono. Verbi :  Abbiamo cantato, ballato, mangiato e chiacchierato insieme, riassumendo ci siamo divertiti molto! Alcune espressioni come da u

Esclamazioni e Interiezioni

GRAMMATICHIAMO LE ESCLAMAZIONI O INTERIEZIONI Sono suoni, parole, o gruppi di parole che esprimono sentimenti e sensazioni improvvisi (meraviglia, allegria, dolore, rabbia, sorpresa ecc.). Si tratta di una componente invariabile il cui valore si comprende dal tono della voce e la mimica di chi parla. L’interiezione è seguita dal punto esclamativo, che può però essere collocato anche alla fine della frase. Se l'interiezione o esclamazione è composta da una sola vocale oppure da una consonante, la lettera h va posta dopo la vocale o la consonante (ad esempio, uh!). Se invece è formata da due vocali, la lettera h va collocata in mezzo (ad esempio, ohi!). Alcune interiezioni come ad esempio ahimè, ohibò, ohimè richiedono l'accento grave (cioè quello che scende dall'alto verso il basso). In alcuni casi si trovano anche nomi, aggettivi, verbi e avverbi che assumono la funzione di interiezione o esclamazione: nomi: ad esempio, coraggio! animo! acc

LA CONIUGAZIONE DEL VERBO ESSERE - TABELLA COMPLETA

LE TAVOLE DEI VERBI LA CONIUGAZIONE DEL VERBO ESSERE

Gli errori più comuni nella lingua italiana. AIUTO COME SI SCRIVE!

1.         Ce o C’è Dipende!  Ce è una particella pronominale, inclusa in verbi pronominali come ad esempio “avercela”:  Si vede benissimo che ce l’hai a morte con lui. C’è è la contrazione ci è= esserci essere presente (nella forma singolare). Tra me e te c’è una bella differenza! 2.        Da, Dà o Da’ Anche qui dipende! Da, semplice semplice, è la preposizione. Vengo da Vicenza e tu?  Il dà accentato è la forma della terza persona singolare del verbo dare. Mamma te le dà, se non la smetti! Il da’ con l’apostrofo è la forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dare. Da’ una mano a tuo fratello! 3.        Di, Dì o Di’ Dipende…da che dipende… Di= preposizione semplice. Quel mobile è fatto di legno Dì= un sostantivo sinonimo di giorno. Prenda la medicina tre volte al dì! Di’= forma della seconda persona singolare dell’imperativo del verbo dire. Di' subito a mamma la verità, mascalzone! 4.        E o ed? A o ad? La cosidd

I nomi composti

Nomi composti sono quei nomi formati dall’unione di due parole. Il significato del nome composto non è deducibile dai significati delle singole parole che lo compongono. Ci sono diversi tipi di nome composto: A)    NOME PIÙ NOME (pescecane) B)     AVVERBIO PIÙ NOME (altopiano) C)    NOME PIÙ COMPLEMENTO (capobanda) D)    NOME PIÙ AGGETTIVO (camposanto) E)     AGGETTIVO PIÙ NOME (altopiano) F)     VERBI PIÙ NOME (tostapane) G)    VERBO PIÙ VERBO (saliscendi) H)    AGGETTIVO PIÙ AGGETTIVO (agrodolce) I)       AVVERBIO PIÙ AVVERBIO (pianoforte) L)    AGGETTIVO PIÙ VERBO (belvedere) M)  VERBO PIÙ AVVERBIO (posapiano) N)  AVVERBIO PIÙ VERBO (benestare) O) PREPOSIZIONE PIÙ NOME (soprannome) Solitamente il plurale dei nomi composti si forma in maniera semplice, cioè come se si trattasse di una parola semplice, ma ci sono molte eccezioni purtroppo che creano non pochi “grattacapi”! a)       I nomi che sono composti da due sostantivi normalmente

LE PREPOSIZIONI DI LUOGO NELLA LINGUA ITALIANA

Qualche regoletta Le preposizioni sono delle parti del discorso invariabili, esse mettono in relazione parti diverse della frase (metti la borsa sotto il tavolo; la macchina sta dietro all ’ angolo ecc.). Le preposizioni si suddividono comunemente in preposizioni proprie (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra), preposizioni improprie (davanti, vicino, dopo, mediante) e locuzioni preposizionali (quali in fondo a, per via di, a causa di). Le preposizioni, come le congiunzioni, gli avverbi e le interiezioni, sono parti del discorso invariabili . La preposizione deve il suo nome al fatto che viene preposta a un elemento lessicale. Le preposizioni di luogo danno informazioni sullo spazio e  sul punto in cui avviene l’azione. Per indicare il luogo da cui si proviene. DA DOVE VIENI : ·           DA ->Partenza, origine. Luogo da cui si parte o viene. Vengo da Vicenza. ·          DI -> Insieme al verbo essere per indicare la città da